I chilometri pagati percorsi dai Robotaxi Tesla sono diminuiti del 36% dal primo al secondo trimestre del 2026. Nel Q1 erano circa 1,1 milioni di miglia; nel Q2 sono scesi a 700.000. La notizia è emersa dall’analisi del report trimestrale, dove Tesla ha presentato un grafico cumulativo che fa sembrare la crescita costante. Leggere i dati trimestre per trimestre racconta un’altra storia.
Durante la call sugli utili, Elon Musk ha dichiarato una crescita “superiore al 10% settimanale” nelle miglia percorse. Ma quel dato riguarda solo le miglia non supervisionate, una porzione limitata del totale. La flotta attiva non supervisionata si è ridotta a circa 21 veicoli, nonostante Tesla abbia aggiunto nuove città, tra cui Orlando e Tampa in Florida. Ad Austin, dove il servizio è partito, il numero di auto era arrivato a circa 25 a fine aprile, per poi scendere a 17. Un anno dopo il lancio, Tesla non opera con nemmeno cento Robotaxi sul territorio. Musk aveva promesso oltre mille veicoli “entro pochi mesi” dal debutto ad Austin.
I dati trimestrali mettono in luce anche un problema strutturale ammesso dallo stesso Musk in chiamata: il Cybercab ha bisogno di dati di guida specifici per il proprio telaio, raccolti tramite unità equipaggiate di volante e pedali. Questo indebolisce uno degli argomenti centrali dell’azienda, ovvero che i milioni di chilometri percorsi dai clienti con il Full Self-Driving potessero alimentare direttamente il sistema autonomo del Robotaxi. Ashok Elluswamy, VP AI di Tesla, ha confermato 380.000 miglia non supervisionate percorse senza “incidenti rilevanti”, ma la questione della scalabilità resta aperta.
Sul fronte finanziario, il trimestre ha riservato sorprese negative. Tesla ha mancato le stime sugli utili rettificati — 0,33 dollari per azione contro i 0,53 attesi — e il free cash flow è risultato negativo per 1,09 miliardi di dollari. Le spese in conto capitale sono aumentate del 142% a 5,79 miliardi di dollari, con una guidance annuale superiore ai 25 miliardi. Il titolo è crollato di oltre il 12% dopo la pubblicazione dei risultati. A bilanciare in parte il quadro, le consegne di veicoli nel Q2 hanno raggiunto 480.126 unità, il miglior secondo trimestre della storia dell’azienda, e la liquidità totale si attesta a 43,5 miliardi di dollari.
Il confronto con Waymo resta impietoso. Secondo gli analisti di Mizuho, Tesla opera con tra 25 e 50 Cybercab o Robotaxi, contro i 2.000-3.000 veicoli della flotta commerciale di Waymo. Morgan Stanley e Barclays concordano che Robotaxi, Full Self-Driving e Optimus sono i principali driver della valutazione del titolo, non le vendite di auto. Eppure i progressi concreti sono lenti, le promesse non rispettate si accumulano e il mercato ha iniziato a fare i conti. Tesla può permettersi finanziariamente di sostenere questo ritmo di investimenti, ma la pazienza degli investitori dipende da risultati operativi che, per ora, non arrivano. Se il programma non accelera nel secondo semestre 2026, le prossime trimestrali rischiano di riaprire la stessa conversazione — con numeri ancora meno difendibili.














