Due giorni prima dell’inizio del processo ad Oakland fra Elon Musk e OpenAI, il CEO di xAI ha contattato Greg Brockman, presidente di OpenAI, per sondare la possibilità di un accordo stragiudiziale. Quando questi propose di abbandonare reciprocamente le accuse, Musk avrebbe risposto: “Entro la fine di questa settimana, tu e Sam sarete gli uomini più odiati d’America”. È quanto emerge da alcune indiscrezioni giornalistiche circa i momenti che hanno preceduto l’inizio di un processo che passerà alla storia.
In aula, Musk ha raccontato la sua versione delle origini di OpenAI. Dalla cattedra dei testimoni ha dichiarato: “Ho avuto l’idea, ho scelto il nome, ho reclutato le persone chiave, ho insegnato loro tutto quello che so e ho fornito i fondi iniziali”. La difesa di OpenAI ha però ribaltato la prospettiva. L’avvocato William Savitt ha detto alla giuria: “Siamo qui perché Musk non ha ottenuto quello che voleva. I miei clienti hanno avuto il coraggio di andare avanti e di avere successo senza di lui”. Sul piano dei risarcimenti, Musk chiede 150 miliardi di dollari di danni a OpenAI e a Microsoft, uno dei suoi principali investitori, oltre a cambiamenti nella leadership aziendale.
La posta in gioco va ben oltre i soldi. OpenAI, oggi attesa da una IPO miliardaria, è valutata oltre 850 miliardi di dollari dai mercati privati. Se Musk vincesse, il suo concorrente diretto xAI potrebbe guadagnare un vantaggio strategico enorme sull’azienda creatrice di ChatGPT. Lo stesso Musk, sul banco dei testimoni, ha detto che la causa va “ben oltre una singola azienda” e riguarda il futuro di una tecnologia che “potrebbe anche ucciderci tutti”. Il verdetto è atteso entro metà maggio.

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