OpenAI ha annunciato l’acquisizione di Astral, startup statunitense che ha costruito tre dei più diffusi strumenti open source per sviluppatori Python. Si tratta uv, per la gestione delle dipendenze, Ruff, per la revisione e formattazione del codice, e ty, per il controllo dei tipi di dato. Scritti in Rust anziché in Python, due noti linguaggi di programmazione, questi strumenti sono fino a cento volte più veloci dei predecessori e vengono usati da milioni di sviluppatori in tutto il mondo.
L’operazione mira a potenziare Codex, la piattaforma di programmazione assistita da intelligenza artificiale di OpenAI. Dall’inizio dell’anno, Codex ha triplicato gli utenti e quintuplicato l’utilizzo, raggiungendo oltre due milioni di utenti attivi settimanali. Thibault Sottiaux, responsabile di Codex presso OpenAI, ha dichiarato: “Portando l’ecosistema di Astral in OpenAI, acceleriamo la nostra visione di Codex come l’agente più capace di lavorare sull’intero ciclo di sviluppo software”. L’obiettivo, insomma, non è più un semplice assistente che scrive codice su richiesta, ma un sistema che pianifica, modifica, testa e mantiene il software in autonomia.
La mossa è particolarmente strategica. Il fondatore di Astral, Charlie Marsh, ha assicurato che gli strumenti open source continueranno a essere sviluppati e supportati anche dopo l’acquisizione. Tuttavia, nella comunità degli sviluppatori cresce qualche timore sul rischio di portare infrastrutture critiche sotto un’unica grande azienda privata, un fatto che potrebbe ridurre l’indipendenza dell’ecosistema Python. Nel frattempo, la corsa all’AI per il coding si fa sempre più serrata e OpenAI accelera su Codex proprio mentre Anthropic guadagna terreno con il suo strumento Claude Code.

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