Un’attrice albanese fa causa al governo: la sua immagine usata per creare un ministro AI

La professionista aveva dato il consenso per l'utilizzo della sua immagine per creare il primo ministro virtuale al mondo basato sull'AI ma solo fino al 2025

Legal 13 feb 2026

2 min.

Un’attrice albanese fa causa al governo: la sua immagine usata per creare un ministro AI

Lo scorso settembre l’Albania ha attirato l’attenzione internazionale quando il primo ministro Edi Rama ha presentato Diella, definita come il primo ministro virtuale al mondo basato sull’intelligenza artificiale. Il suo compito è gestire in maniera equa e trasparente gli appalti pubblici in modo da contrastare il fenomeno della corruzione ampiamente presente nel paese.

Ma dietro l’immagine di questa figura digitale, vestita con abiti tradizionali albanesi, si cela un caso legale che solleva questioni cruciali sui diritti d’immagine nell’era dell’AI. Anila Bisha, nota attrice 57enne di cinema e teatro, ha scoperto che il suo volto e la sua voce erano stati utilizzati senza il suo consenso per creare il ministro virtuale.

Bisha ha ammesso di aver firmato un contratto che autorizzava l’uso della sua immagine per l’assistente digitale della piattaforma governativa e-Albania, ma solo fino alla fine del 2025. “È stato sorprendente quando ho sentito il primo ministro dichiararlo. Mi sono chiesta come potesse accadere senza la mia conoscenza, senza che nessuno mi chiedesse se volevo che la mia immagine fosse usata o meno”, ha dichiarato all’Associated Press. L’attrice sostiene che il governo abbia violato i suoi dati personali e ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo di Tirana, chiedendo la sospensione immediata dell’uso della sua immagine. Il suo avvocato Aranit Roshi ha definito questa azione legale “la prima mossa per prevenire l’abuso dell’immagine di Anila”.

La portavoce governativa Manjola Hasa ha respinto le accuse definendole delle “assurdità”, ma ha accolto favorevolmente l’opportunità di risolvere la questione in tribunale. Bisha ha anche scoperto che l’Agenzia Nazionale per la Società dell’Informazione ha brevettato la sua immagine e la sua voce senza informarla, un fatto che secondo l’attrice ha influito sulla sua capacità di lavorare.


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