In Italia sta prendendo il via uno dei progetti più ambiziosi per integrare l’intelligenza artificiale negli screening del tumore al seno. Il progetto Breast.Ai, promosso dal Gruppo Italiano Screening Mammografico (GISMa) insieme all’azienda Health Triage, coinvolgerà circa 75.000 donne in un trial clinico multicentrico per valutare l’efficacia dell’AI nel primo triage delle mammografie.
Secondo le nuove linee guida nazionali, l’algoritmo analizzerà le immagini e classificherà gli esami in “non sospetti” e “sospetti”: i primi saranno letti da un solo radiologo, mentre i secondi da due specialisti come già avviene oggi. L’obiettivo è alleggerire il carico di lavoro e rendere più sostenibile ed efficiente l’intero processo di screening.
L’uso dell’AI nelle immagini mediche non è solo teoria. Ricerche pubblicate su The Lancet indicano che programmi di mammografia supportati dall’AI possono ridurre il carico di lavoro dei radiologi fino al 44% e aumentare la capacità di individuare tumori senza incrementare i falsi positivi. Altre analisi mostrano una maggiore sensibilità diagnostica e un minor numero di richiami per esami inutili. Questi risultati stanno spingendo anche realtà europee e inglesi a sperimentare modelli simili, con l’intento di combinare l’esperienza umana con la precisione degli algoritmi.
Secondo gli esperti, l’integrazione dell’AI potrebbe rendere gli screening più rapidi e accurati, consentendo di individuare tumori in fase precoce e di personalizzare i percorsi di prevenzione. Tuttavia, i ricercatori avvertono che serve ulteriore evidenza clinica prima di adottare questi strumenti in modo generalizzato nei programmi nazionali perché è fondamentale assicurarsi che l’AI non solo velocizzi i processi, ma aumenti realmente i benefici per le pazienti.
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