Il 42% dei bambini statunitensi utilizzano chatbot di intelligenza artificiale per trovare compagnia e più di un terzo delle loro conversazioni, il 37%, toccano temi inerenti alla violenza o alla sessualità. Lo riferisce lo studio noto come “State of the Youth” di Aura, una piattaforma che si occupa di sicurezza online per minori e famiglie.
Dal rapporto emerge che i minori cominciano a interagire con l’AI molto prima di quanto i genitori comunemente si aspettino. Proprio i genitori sono il secondo soggetto preso in considerazione dalla ricerca. L’86% di quelli intervistati ritiene che l’attuale generazione cresca più velocemente rispetto a quella precedente e in questo contesto la tecnologia e l’AI hanno un ruolo importante. Il 34% di loro afferma che i figli iniziano a comportarsi come adolescenti già a 11 o 12 anni e dissuaderli dall’uso delle chat AI non è semplice perché può provocare sentimenti di frustrazione e fastidio.
Gli esperti di Aura hanno definito i risultati come un “campanello d’allarme” rispetto all’evoluzione del rapporto fra minori statunitensi e tecnologia. “Gli strumenti di chat basati sull’intelligenza artificiale stanno diventando una forza formativa nello sviluppo emotivo e sociale dei bambini influenzando il modo in cui pensano e affrontano le situazioni, spesso in silenzio e spesso da soli” si legge in una nota ufficiale diffusa dall’associazione.

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