La casa di sviluppo statunitense Adobe Incorporated, fresca di accordo con OpenAI per integrare i suoi strumenti in ChatGPT, dovrà affrontare un’azione legale collettiva (class action) con l’accusa di aver utilizzato senza autorizzazione materiale protetto da copyright per per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale.
La causa è stata proposta dall’autrice Elizabeth Lyon e depositata presso un tribunale federale della California. Al centro dell’accusa c’è il modello AI dell’azienda SlimLM, che sarebbe stato addestrato con copie piratate di libri. Adobe afferma che SlimLM è stato addestrato su un sottoinsieme di libri noto come Books3, una collezione di circa 191.000 libri già al centro di molte controversie legali per uso nei dataset di addestramento delle AI.
Nonostante l’accusa, che si inserisce nel rapporto conflittuale fra aziende AI e autori di ogni genere, le azioni di Adobe sono cresciute dell’1,9%, segno che gli investitori non sono preoccupati per il rischio di un immediato impatto finanziario. In passato in una simile causa, la società Anthropic è stata costretta a scendere a patti con gli autori offrendo loro un compenso di 1,5 miliardi di dollari.

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