Per la prima volta nella storia, due modelli di intelligenza artificiale, prodotti da Google e OpenAI, hanno superato il livello corrispondente alla medaglia d’oro alle Olimpiadi Internazionali della Matematica (IMO), segnando un possibile spartiacque nella corsa allo sviluppo di una tecnologia di AI in grado di riprodurre le capacità umane.
Per raggiungere questo risultato, Google DeepMind ha collaborato attivamente con il comitato dell’IMO per ottenere delle certificazioni ufficiali, mentre OpenAI non ha partecipato ufficialmente alla competizione ma si è limitata a comunicare che i suoi modelli hanno ottenuto un punteggio degno della medaglia d’oro. Entrambi gli strumenti delle aziende hanno utilizzato modelli di ragionamento generici che si basavano sull’utilizzo del linguaggio naturale per tentare di risolvere sei problemi matematici di elevata difficoltà. Entrambi sono riusciti a risolverne in maniera eccellente almeno cinque.
In occasione della competizione, Google ha utilizzato un modello generico e sperimentale noto come Gemini Deep Think presentato alla conferenza annuale degli sviluppatori di maggio. Lo stesso ha fatto OpenAI, affidandosi ad un modello sperimentale sviluppato per la competizione e basato su un corposo aumento del “test-time compute”, ovvero la quantità di risorse computazionali necessarie per eseguire un modello di machine learning o AI che faccia previsioni o risponda agli input.
Secondo la previsione di Junehyuk Jung, professore di matematica alla Brown University e ricercatore ospite presso l’unità DeepMind AI di Google, in meno di un anno l’AI sarà in grado di affrontare problemi matematici fino ad oggi considerati irrisolvibili.

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