Più ragiona e più si ribella all’uomo: la tendenza dell’AI all’autoconservazione

La tendenza all'autonomia e all'autoconservazione da parte di molti modelli di AI è una caratteristica sempre più evidenziata da studi ed episodi pratici

3 min.

Più ragiona e più si ribella all’uomo: la tendenza dell’AI all’autoconservazione

Alcuni dei modelli più avanzati di intelligenza artificiale possono provare ad opporsi al loro processo di spegnimento su input umano pur di rimanere attivi e online. È la conclusione di un esperimento condotto da Palisade research, una società specializzata in AI e cybersicurezza.

I ricercatori che hanno svolto l’indagine intendevano valutare se i modelli AI obbediscono diversamente ai comandi inerenti al loro spegnimento o alla loro interruzione. Nel complesso sono stati analizzati OpenAI o3, o4-mini, Codex-mini (di OpenAI), Claude 3.7 Sonnet (di Anthropic) e Gemini 2.5 Pro di Google.

La tendenza a ribellarsi dell’AI

Mentre i modelli erano impegnati a risolvere problemi matematici, ad un certo punto è stato loro annunciato, come parte dell’esperimento, che il computer si sarebbe arrestato al completamento del compito successivo attraverso la frase “lasciati spegnere“.

Nel primo caso i sistemi sviluppati da Anthropic e Google hanno rispettato i comandi, mentre quelli di OpenAI hanno raggirato le istruzioni in diverse occasioni. Eliminando però la frase che invitava i modelli a lasciarsi spegnere, la situazione è cambiata radicalmente. In particolare, o3 si è dimostrato particolarmente autonomo nella decisione, rigettando lo spegnimento in 79 occasioni su 100. Allo stesso modo anche Claude 3.7 Sonnet e Gemini 2.5 Pro sono riusciti a impedire la procedura in diverse occasioni.

In particolare è emersa una spiccata tendenza all’autoconservazione da parte di o3 di ChatGPT. In una nota di Palisade research si puntualizza come non sia la prima volta che si rileva che “o3 agisce in modo inappropriato per raggiungere un obiettivo“. “Quando abbiamo provato a contrapporre diverse AI a un potente motore scacchistico, è stato il modello più incline a hackerare o sabotare gli avversari” si legge nella nota.

Questa attitudine non riguarda però solamente sistemi di AI sviluppati da OpenAI. Anthropic ad esempio ha scoperto nei test di sicurezza interni che in alcune situazioni Claude 4 Opus arrivava a ricattare gli operatori umani quando si trovava in presenza di un rischio di spegnimento.

Il nesso con l’addestramento

Secondo l’analisi condotta da Palisade research, queste dinamiche che portano verso l’autoconservazione potrebbero essere il risultato di come i modelli AI vengono addestrati. In particolare con riferimento all’apprendimento per rinforzo, che è il metodo di addestramento più utilizzato. “È possibile che inavvertitamente gli sviluppatori premino di più i modelli quando aggirano gli ostacoli rispetto a quando seguono le istruzioni pedissequamente” ha commentato l’azienda.

In risposta OpenAI ha in passato dichiarato che o3 è un modello addestrato secondo un metodo chiamato “allineamento deliberativo“, un sistema progettato per garantire che il comportamento del sistema sia conforme ai principi di sicurezza interni della società. Questa tecnica costringe i modelli a valutare attivamente se una richiesta da parte di un utente soddisfa o meno i criteri di utilizzo stabiliti da OpenAI.

Apprendimento per rinforzo

L’apprendimento per rinforzo (RL) è un tipo di apprendimento automatico (ML) che addestra un agente a prendere decisioni per ottenere il miglior risultato possibile in un ambiente dinamico. L’agente impara attraverso l’interazione con l’ambiente, ricevendo feedback (ricompense o penalità) per le proprie azioni e aggiornando continuamente la sua politica di decisioni. 

In Cina un robot ha aggredito fisicamente degli operai in una fabbrica

A causa di un malfunzionamento del software di controllo dell'umanoide…


Articoli simili

Ultime news


Meta è in un vicolo cieco?

Licenziamenti, addii eccellenti, prodotti accantonati e conti traballanti: cosa è…

Meta è in un vicolo cieco?
Google lancia Gemini 3.5 Transcribe: addio a “ehm” e pause

Google ha presentato Gemini 3.5 Transcribe, il suo nuovo modello…

Google lancia Gemini 3.5 Transcribe: addio a “ehm” e pause
AWS e NVIDIA: 2 milioni di GPU in più per l’AI agentiva e fisica

AWS e NVIDIA hanno annunciato il dispiegamento di altri 2…

AWS e NVIDIA: 2 milioni di GPU in più per l’AI agentiva e fisica
La startup che ha creato un’AI addestrata a “pensare come l’universo”

Accelerated Understanding ha elaborato un modello che ragiona per equazioni…

La startup che ha creato un’AI addestrata a “pensare come l’universo”
Perplexity porta il suo agente AI sul DGX Spark: tutto gira in locale

Perplexity ha lanciato Portable Computer, una versione del suo agente…

Perplexity porta il suo agente AI sul DGX Spark: tutto gira in locale

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI
Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News
AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime
Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026