Wikipedia ha vietato articoli generati con l’AI sulla sua piattaforma

L'aggiornamento delle policy segue mesi di dibattiti e segnalazioni di articoli generati con l'AI che violavano le politiche di affidabilità e verifica delle fonti
Wikipedia ha vietato articoli generati con l’AI sulla sua piattaforma

Wikipedia ha ufficialmente vietato l’uso di testi generati da intelligenza artificiale per scrivere o riscrivere le voci della sua enciclopedia online. La decisione, approvata con un voto schiacciante di 40 a 2 tra gli editor volontari, arriva dopo mesi di dibattiti e segnalazioni di articoli generati automaticamente che violavano le politiche di affidabilità e verifica delle fonti, pilastri della piattaforma da 25 anni. “I testi prodotti da modelli linguistici spesso violano diverse regole fondamentali di Wikipedia”, si legge nella nuova policy, che cita esplicitamente strumenti come ChatGPT e Google Gemini tra quelli banditi. Le uniche eccezioni concesse riguardano correzioni di bozze minori e traduzioni preliminari, sempre però sottoposte a revisione umana.

La scelta di Wikipedia riflette una tensione più ampia nel mondo digitale. Da un lato la velocità e la convenienza offerte dall’AI; dall’altro, il rischio di errori, allucinazioni e contenuti non verificabili. “L’AI può andare oltre ciò che le chiedi e alterare il significato del testo, rendendolo non supportato dalle fonti”, avverte la piattaforma. Il problema ha già avuto dei risvolti pratici. Recentemente, un bot autonomo chiamato TomWikiAssist ha generato e modificato decine di articoli, costringendo la comunità a intervenire per cancellare contenuti inaccurati o fuorvianti. Senza un sistema tecnico per rilevare automaticamente i testi generati da AI, l’applicazione della regola dipenderà dalla vigilanza dei moderatori, con il rischio che alcune voci sfuggano al controllo, soprattutto nelle edizioni meno attive.

La mossa di Wikipedia potrebbe ispirare altre piattaforme a ridefinire i confini tra tecnologia e contenuti umani. “Spero che questo possa innescare un cambiamento più ampio, incoraggiando altre comunità a decidere se e come accogliere l’AI”, ha dichiarato un amministratore della piattaforma.

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