SpaceX ha formalizzato l’acquisizione di Anysphere, la società madre del popolare assistente di programmazione Cursor, per 60 miliardi di dollari interamente in azioni. L’operazione arriva a pochi giorni dal debutto borsistico di SpaceX sul Nasdaq, che ha valorizzato la società di Elon Musk oltre 2.000 miliardi di dollari, rendendola nell’immediato una delle aziende più quotate al mondo.
Gli investitori di Cursor riceveranno azioni SpaceX sulla base di un rapporto di cambio calcolato sulla media ponderata per volume dei sette giorni di trading precedenti alla chiusura del deal. La fusione è attesa per il terzo trimestre del 2026, salvo approvazioni regolamentari. Non è un accordo improvvisato: già ad aprile SpaceX aveva comunicato di aver ottenuto un’opzione per acquistare Cursor a 60 miliardi oppure, in alternativa, pagare 10 miliardi per una partnership operativa. Ha scelto l’acquisizione completa.
Cursor, fondata nel 2022 a San Francisco, ha bruciato le tappe in modo difficilmente spiegabile con i modelli tradizionali di crescita. Ha raggiunto 2 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro febbraio 2026, partendo da zero — il percorso B2B più rapido mai registrato in questa fascia. A novembre 2025 aveva completato una Serie D da 2,3 miliardi di dollari a una valutazione di 29,3 miliardi, con Accel, Coatue, Google e Nvidia tra gli investitori. Il prezzo di 60 miliardi corrisponde a più del doppio di quell’ultima valutazione. La sua base clienti include oltre il 70% delle aziende del Fortune 1.000 e più di un milione di utenti attivi giornalieri.
Il contesto strategico del deal è chiaro. xAI, la società di Grok che SpaceX ha incorporato a febbraio, ha finora accumulato ritardo rispetto a OpenAI e Anthropic nel segmento degli strumenti AI per sviluppatori. Cursor colma esattamente questo gap: il prodotto è già distribuito in modo capillare tra team di ingegneria, startup AI-native e grandi aziende. Due responsabili dell’ingegneria di prodotto di Cursor erano già transitati in xAI a marzo. Il percorso verso l’integrazione era dunque avviato prima che l’accordo venisse annunciato. Cursor, dal canto suo, guadagna accesso diretto all’infrastruttura computazionale di SpaceX, che si era già accordata con Anthropic e Google per affittare capacità nei suoi data center per circa 26 miliardi di dollari.
Microsoft aveva esaminato una possibile acquisizione di Cursor prima che emergesse il piano SpaceX, ma alla fine non ha presentato un’offerta formale. OpenAI aveva avvicinato Anysphere due volte, nel 2024 e all’inizio di quest’anno, senza successo: la leadership di Cursor aveva sempre privilegiato l’indipendenza. Poi è arrivata SpaceX, con una cifra e una narrativa industriale che hanno convinto. Il mercato degli strumenti AI per il codice vale oggi tra 6 e 9,5 miliardi di dollari e cresce a tassi annui del 22%, con concorrenti come GitHub Copilot, Claude Code e Windsurf che si contendono i team di sviluppo delle principali aziende tecnologiche mondiali.
Se la fusione andrà in porto entro settembre, SpaceX si troverà a gestire un’azienda con previsioni interne di oltre 6 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine 2026. La domanda non è se Cursor valga 60 miliardi, ma se l’integrazione con xAI produca qualcosa di più della somma delle parti. SpaceX ha acquistato una posizione già costruita nel mercato enterprise del codice. Il lavoro che rimane è tenerla.














