Le principali etichette discografiche stanno reagendo con grande fastidio alla diffusione di brani generati con intelligenza artificiale che imitano artisti reali. In prima linea c’è Sony Music, che ha chiesto la rimozione di oltre 135.000 tracce false dalle piattaforme di streaming.
Si tratta di contenuti creati tramite AI generativa che riproducono voci e stili di artisti famosi senza autorizzazione, spesso sfruttando momenti di forte visibilità, come l’uscita di nuovi album. Tra gli artisti più colpiti ci sono nomi globali come Beyoncé, Harry Styles e Bad Bunny. Un fenomeno che potrebbe essere definito “fake music”.
Secondo l’azienda, questi contenuti causano un danno diretto agli artisti: sottraggono ascolti, confondono il pubblico e possono compromettere campagne promozionali. “Nei casi peggiori, rischiano anche di danneggiare la reputazione degli stessi musicisti“. Ha affermato il presidente della divisione digitale globale di Sony Dennis Kooker.
Il fenomeno è in forte crescita: solo nell’ultimo anno sono state individuate decine di migliaia di tracce contraffatte, ma rappresenterebbero solo una parte del totale effettivamente online.
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