L’emergenza della sicurezza sul lavoro in Italia
Con 896 morti sul lavoro in Italia nei primi dieci mesi del 2025, un dato che secondo le statistiche fornite dall’INAIL (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) cresce dello 0,7% rispetto al 2024, la sicurezza sul lavoro si conferma di anno in anno una vera emergenza sociale irrisolta e sottovalutata.
In questo contesto drammatico, nuovi strumenti di intelligenza artificiale sviluppati in Italia grazie ad una sinergia fra enti pubblici e privati possono rappresentare un tassello importante su cui costruire dei sistemi di prevenzione efficaci in grado di salvare molte vite che, se uniti ad una forte volontà politica, potrebbero riuscire in futuro a ridimensionare il problema.
Hero: il robot progettato per i cantieri stradali
HERO (Humanoid for Enhanced Road Operations) è il primo robot umanoide pensato per agire sui cantieri stradali e permettere agli operai al lavoro su manutenzioni di infrastrutture critiche di operare in un contesto di maggiore sicurezza.
HERO è stato sviluppato da Edil San Felice in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e Notos con un investimento iniziale di 600.000 euro. L’umanoide è addestrato per agire nelle operazioni più delicate dei cantieri stradali, dal posizionamento della segnaletica temporanea alla gestione dei coni, fino alla movimentazione di materiali e al monitoraggio dell’area di lavoro.
Presenta un’elevata precisione tecnica grazie ad una telecamera 3D che gli conferisce percezione a 360°. Oltre a questo può contare su mani prensili sensorizzate con controllo della forza, mobilità avanzata e una piattaforma di AI che integra algoritmi che gli consentono di imparare dai suoi errori, riconoscere la segnaletica orizzontale, line following e la localizzazione dei componenti di cantiere.
Il sistema di supervisione Aisafety
Aisafety è un sistema di supervisione che combina sensori, telecamere e AI per la sicurezza dei lavoratori addetti a macchine e sistemi produttivi presentato recentemente dal polo tecnologico dell’Università di Pisa in collaborazione con il Cnr e l’Università di Perugia.
Su Aisafety, progetto cofinanziato dall’INAIL nell’ambito dei bandi Bric, i ricercatori hanno integrato diverse tecnologie, come un sistema a radiofrequenza che rileva le posizioni di persone e oggetti, la visione artificiale per osservare e analizzare l’area di lavoro e la macchina e un modulo di AI che raccoglie i dati dai primi due e identifica potenziali situazioni di rischio per il personale legati ad errori e manomissioni.
In ambito industriale infatti molti infortuni di addetti all’uso delle macchine sono legati ad un comportamento errato da parte degli utilizzatori. “In caso di rischio, il modulo di AI attiva comandi di arresto sul sistema di produzione per metterlo in sicurezza. Il sistema di supervisione invia anche notifiche ai lavoratori sugli smartphone, consigliando loro di non procedere con la produzione per ridurre il rischio a cui possono essere esposti” spiega Roberto Gabbrielli, docente di impianti industriali meccanici e coordinatore del progetto.
DeepSeek è piuttosto pessimista sull'impatto sociale che l'AI avrà nei prossimi dieci anni
Secondo Chen Deli di DeepSeek l'AI impatterà enormemente sul lavoro…