La startup Recursive ha rilasciato mercoledì 21 ottobre Flint, il suo primo modello: un sistema per programmare che gira su un laptop, è gratuito e sarebbe stato costruito in gran parte dall’intelligenza artificiale. Il pesi sono scaricabili da Hugging Face con licenza Apache 2.0, che consente uso e modifica liberi.
Il lavoro è stato svolto dal sistema di ricerca automatica dell’azienda, chiamato Eureka Machine. Genera idee, lancia esperimenti e usa i risultati per decidere cosa provare dopo. Secondo Recursive ha contribuito a quasi ogni fase, dal pre-training al post-training fino all’inferenza, e ha permesso a un piccolo team di costruire il modello da zero in meno di quattro mesi. Il co-fondatore Richard Socher, ex chief scientist di Salesforce, lo riassume così: quasi ogni aspetto della pipeline è stato fatto e migliorato dall’IA. Tra i contributi di Eureka ci sono un’architettura più sparsa, un addestramento a bassa precisione che avrebbe ridotto le dimensioni del 71% con perdite minime di qualità, e kernel GPU personalizzati.
Flint è un modello mixture-of-experts da circa 40 miliardi di parametri, di cui ne attiva solo 2,5 miliardi per ogni compito. Per questo entra in una macchina comune. Nei test dell’azienda produce circa 131 token al secondo su un MacBook Pro con chip M4 Pro, più del doppio dei 58-69 token di modelli simili come Gemma 4 di Google e Nemotron 3.5 Lightning di Nvidia. Su Nvidia RTX Spark supera i 150 token al secondo. Sul benchmark SWE-Bench Verified, che misura la capacità di correggere bug reali, batte gli altri modelli sotto i 50 miliardi di parametri. Nella media su sei test scelti da Recursive, solo Qwen3.8 27B di Alibaba ottiene un punteggio più alto.
I numeri arrivano però dall’azienda stessa. Alcune testate segnalano che nessuno all’esterno li ha ancora verificati. Il rilascio è anche il primo test pubblico dell’autoperfezionamento ricorsivo, l’idea che un’IA costruisca un’IA migliore, che a sua volta ne costruisca una ancora migliore. È uno dei temi più discussi del settore, perché alcuni ricercatori temono che un processo del genere sfugga al controllo umano. La versione di Recursive è più limitata: un assistente di ricerca supervisionato da persone, che fissano gli obiettivi e possono fermare il processo. La società è uscita dalla fase di stealth a maggio con 650 milioni di dollari di finanziamento e una valutazione di 4,65 miliardi.
Per gli sviluppatori il vantaggio è pratico. Flint funziona sul proprio computer e non sui server di un provider, quindi si usa offline, il codice resta privato e non ci sono tariffe legate ai token elaborati. Secondo i primi riscontri è compatibile con strumenti come Ollama, LM Studio e llama.cpp.
Se i benchmark reggeranno alle verifiche indipendenti, i modelli locali diventeranno un’alternativa concreta ai servizi in cloud per chi scrive codice ogni giorno. E la prossima versione di Flint dirà quanto Eureka Machine riesca a migliorare il proprio lavoro.