Firebird apre la più grande AI factory della regione in Armenia

L'8 agosto Firebird ha inaugurato ad Hrazdan la più grande fabbrica di intelligenza artificiale dell'area, con Jensen Huang di NVIDIA presente all'evento. Il progetto vale 500 milioni di dollari e punta a 70.000 GPU entro il 2027.

Economia - Eventi 21 ago 2026

2 min.

Firebird apre la più grande AI factory della regione in Armenia

Firebird ha aperto l’8 agosto ad Hrazdan, in Armenia, la più grande fabbrica di infrastrutture per l’intelligenza artificiale dell’intera area. Un sito da 200.000 metri quadrati, un investimento di circa 500 milioni di dollari nella prima fase, e Jensen Huang di NVIDIA come ospite d’eccezione all’inaugurazione.

All’evento hanno preso parte il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il vicepresidente NVIDIA Rev Lebaredian, il vicepremier kazako Zhaslan Madiyev e il rappresentante dell’ambasciata statunitense a Yerevan. Una presenza che dice già molto sulle ambizioni geopolitiche del progetto. L’impianto è costruito sulla piattaforma NVIDIA DSX AI Factory, con rete Spectrum-X Ethernet, e nella configurazione attuale conta oltre 6.000 GPU NVIDIA Blackwell. L’architettura permette di alloggiare fino al 40% di GPU aggiuntive nello stesso spazio fisico, massimizzando la resa per megawatt installato.

Il piano di crescita è ambizioso. Entro la fine del 2027, Firebird punta a superare le 70.000 GPU tra la famiglia Rubin e Blackwell, portando la capacità complessiva dell’impianto armeno a 300 megawatt. A quella scala, il progetto si collocherebbe tra le piattaforme di computing AI più grandi d’Europa. Huang ha sintetizzato la logica complessiva con una frase diretta: “Le AI factory sono l’infrastruttura di cui le nazioni hanno bisogno per creare intelligenza.”

L’Armenia non è l’unico fronte. Il Kazakhstan è già il secondo mercato di Firebird: l’azienda ha ottenuto l’autorizzazione dal governo kazako e il via libera all’esportazione dagli Stati Uniti per 125 megawatt di capacità installata presso il Data Center Valley. Il co-fondatore Alexander Yesayan ha dichiarato che l’obiettivo nei prossimi due anni è arrivare a circa 2 gigawatt di capacità complessiva distribuita su più paesi. Un traguardo che, se raggiunto, porterebbe Firebird tra i principali operatori globali di infrastruttura AI.

L’apertura cade esattamente a un anno dalla firma del memorandum tra Armenia e Stati Uniti sulla cooperazione in intelligenza artificiale e semiconduttori, avvenuta a Washington l’8 agosto 2025. Un dettaglio non casuale: il progetto nasce dentro una cornice diplomatica precisa, costruita per attrarre capitali internazionali e legittimare l’Armenia come destinazione per investimenti in computing avanzato. Il primo ministro Pashinyan ha ricordato come le agenzie di rating stiano aggiornando verso l’alto il giudizio sul credito sovrano del paese, segnale che la trasformazione dell’ecosistema tecnologico ha già effetti misurabili sulla percezione degli investitori.

Quello che Firebird sta costruendo è un modello replicabile: prendi un mercato di frontiera con talent pool consolidato nel software, aggiungi infrastruttura di computing pesante, ottieni un polo capace di attrarre startup, università e grandi aziende internazionali. Se la tabella di marcia reggesse, l’Armenia potrebbe diventare per il computing AI quello che l’Irlanda è stata per le sedi europee delle big tech americane: un paese piccolo, ben posizionato, capace di intercettare flussi di investimento enormi grazie a un mix di politica industriale e accordi bilaterali strategici.


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