Può “spegnerci” o renderci “geni”: la previsione di Demis Hassabis di Google DeepMind sull’AI

Secondo il CEO di Google DeepMind l'effetto che l'AI avrà sulla massa può essere molto positivo o negativo, dipenderà dalla responsabilità individuale

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Può “spegnerci” o renderci “geni”: la previsione di Demis Hassabis di Google DeepMind sull’AI

L’intelligenza artificiale può trasformarci in “geni” o, al contrario, “spegnere” le nostre capacità di pensiero critico. È l’allarme lanciato da Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, durante l’India AI Impact Summit 2026. Secondo Hassabis, l’AI è come internet, uno strumento potente che, se usato con pigrizia, rischia di renderci sempre più dipendenti e meno capaci di ragionare autonomamente. “Il vero pericolo non è che l’AI diventi incontrollabile, ma che ci renda troppo comodi, troppo passivi”, ha spiegato, sottolineando che la responsabilità è nelle mani di chi la utilizza secondo un approccio individualista.

Gli esperti concordano sul fatto che l’AI sta già cambiando il modo in cui pensiamo e lavoriamo. Yoshua Bengio, pioniere del deep learning, ha recentemente avvertito che i rischi maggiori non sono tecnologici, ma cognitivi: “L’atrofia del pensiero critico è la minaccia più insidiosa” ha affermato. Secondo l’Allianz Risk Barometer 2026 invece, la dipendenza dall’AI è ormai tra i primi tre rischi globali per le aziende, con un impatto paragonabile a quello dei social media, ma potenzialmente ancora più pervasivo.

Hassabis, però, non è solo un critico e vede nell’AI una straordinaria opportunità. “Siamo a un punto di svolta”, ha detto al summit, paragonando l’AI all’invenzione del fuoco o dell’elettricità. Il suo appello è a un uso consapevole: “Dipende da noi se l’AI ci renderà più intelligenti o ci farà perdere la capacità di pensare”. Un monito che vale per tutti, dai giovani agli adulti, in un mondo dove l’AI sta diventando parte integrante della vita quotidiana.


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