Più di una persona su due nel mondo utilizza l’intelligenza artificiale

Con l'aumento dell'utilizzo cresce anche la diffidenza e circa il 40% degli utenti preoccupazioni concrete per la privacy e la sicurezza dei dati

2 min.

Più di una persona su due nel mondo utilizza l’intelligenza artificiale

Il 2026 potrà essere ricordato come l’anno del sorpasso digitale: per la prima volta nella storia, un essere umano su due utilizza regolarmente l’intelligenza artificiale. Secondo l’ultimo AI Index Report della Stanford University, l’utilizzo globale di questa tecnologia ha raggiunto il 53% della popolazione, superando per velocità di adozione persino pietre miliari come lo smartphone e internet.

L’AI non è più quindi una tecnologia destinata all’utilizzo di pochi esperti, ma un servizio quotidiano di accesso universale, integrato nei nostri uffici, nelle chat e nella gestione della salute. Questa crescita esplosiva è trainata da una facilità d’uso senza precedenti. Il report Digital 2026 di We Are Social, una guida statistica mondiale completa sullo stato del web, dei social media e delle tecnologie emergenti, conferma che oltre un miliardo di persone interagisce mensilmente con agenti intelligenti, spesso senza nemmeno rendersene conto.

Eppure, a questa adozione di massa corrisponde un paradosso sociale: se da un lato la produttività è aumentata mediamente del 14-26%, dall’altro cresce la diffidenza. Circa il 40% degli utenti esprime infatti preoccupazioni concrete per la privacy e la sicurezza dei dati, temendo che la rapidità dell’evoluzione tecnologica stia lasciando indietro le tutele legali e la trasparenza degli algoritmi.

Il futuro prossimo si gioca dunque sulla fiducia e sull’equità. Se mercati come Singapore e gli Emirati Arabi guidano la classifica con adozioni che superano il 60%, resta aperto il tema del divario digitale per quel miliardo di persone che sono ancora offline. La sfida per i colossi del tech e per i governi non è più solo diffondere la tecnologia, ma renderla allo stesso tempo sicura e accessibile a tutti. Il rischio, come avvertito dagli esperti di Stanford, è che senza una formazione adeguata, un ostacolo indicato dal 70% delle imprese europee, l’AI possa trasformarsi da opportunità di crescita a nuovo fattore di disuguaglianza globale.


Ultime news


Microsoft annuncia Maia 300: il chip AI che punta a ridurre la dipendenza da Nvidia

Microsoft ha presentato il Maia 300, il suo acceleratore AI…

Microsoft annuncia Maia 300: il chip AI che punta a ridurre la dipendenza da Nvidia
OpenAI lancia Dots al DevDay 2026: agenti AI sempre attivi e privacy a rischio

Al DevDay 2026 del 29 settembre, OpenAI ha presentato Dots,…

OpenAI lancia Dots al DevDay 2026: agenti AI sempre attivi e privacy a rischio
Amazon è in trattative per acquisire la startup di AI Decart per 7 miliardi di dollari

Decart, con sede a San Francisco, sviluppa software che semplificano…

Amazon è in trattative per acquisire la startup di AI Decart per 7 miliardi di dollari
NVIDIA tratta l’acquisizione di Reflection AI, valutata 25 miliardi

NVIDIA è in trattativa per acquisire o aumentare la propria…

NVIDIA tratta l’acquisizione di Reflection AI, valutata 25 miliardi

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026