Il 19 e il 20 novembre, torna a Milano “Orbits – Dialogues with intelligence”, giunto alla sua seconda edizione. Lo show-how dedicato all’intelligenza artificiale e condotto dal filosofo Luciano Floridi si trasforma in una due-giorni ricca di interventi e approfondimenti che si terrà al Palazzo del Ghiaccio.
Per scoprire cosa possiamo aspettarci dal progetto, abbiamo intervistato la CEO di Action Holding, Manuela Ronchi, che con Floridi ha ideato Orbits.
Lo “show-how” unisce filosofia, teatro e formazione: come nasce questo format e come è cambiato rispetto alla primissima edizione di settembre 2024?
Lo show-how nasce dall’idea di superare i confini dei format tradizionali, che spesso restano ancorati al linguaggio del convegno o del talk frontale. Insieme a Luciano Floridi, abbiamo sentito l’urgenza di trovare un linguaggio nuovo per raccontare un tema complesso come l’intelligenza artificiale, capace però di arrivare in profondità e al tempo stesso di coinvolgere. Da qui la scelta di unire filosofia, teatro, musica, immagini, informazione e formazione, creando una sinestesia di linguaggi che non solo spiega, ma fa vivere l’esperienza del pensiero critico.
La prima edizione del 2024 è stata una sorta di esperimento coraggioso, che ha avuto un impatto superiore a quanto immaginassimo, catalizzando l’interesse della business community. La seconda edizione rappresenta un’evoluzione naturale: da un lato cresce la portata culturale del progetto, dall’altro si arricchiscono i linguaggi, grazie all’incontro straordinario tra musica e filosofia che vedrà protagonisti Floridi e il Maestro Giovanni Allevi. Il tema scelto, il “Capitale Semantico”, ci invita a riflettere su ciò che dà significato al mondo, in un’epoca in cui i dati si moltiplicano, ma la comprensione rischia di perdersi. È un passo avanti nel nostro percorso: non ci limitiamo a raccontare il cambiamento, ma proviamo a costruire insieme una grammatica comune per affrontarlo.
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La prima giornata sarà dedicata alle imprese. Cosa ci possiamo aspettare?
Il 19 novembre sarà una giornata molto densa, pensata per chi guida organizzazioni e prende decisioni strategiche in contesti complessi. Apriremo con lo show-how, che non è un semplice momento introduttivo, ma un vero viaggio immersivo. Floridi introdurrà il tema del Capitale Semantico, mostrando come linguaggio e comprensione siano oggi la vera risorsa critica per competere e innovare.
Nel pomeriggio la sessione “AI e Processi Aziendali” con gli Orbits Academy Talks e a seguire “Le Aziende Raccontano”, con testimonianze dirette su innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Non vogliamo parlare delle aziende, ma con le aziende, offrendo loro uno spazio per raccontare come stanno affrontando le sfide legate all’AI e alla trasformazione digitale. Le imprese oggi hanno il compito non solo di adottare tecnologie, ma di guidarne l’impatto culturale e sociale: i temi che toccheremo vanno quindi dall’etica dell’innovazione alla sostenibilità, dal rapporto con i talenti alla capacità di tradurre complessità in soluzioni concrete.
L’obiettivo è creare un confronto operativo, che offra stimoli e strumenti pratici per ripensare modelli di business, leadership e strategie.
La seconda giornata, poi, è pensata per studenti e insegnanti. Perché avete deciso di coinvolgere le scuole? Qual è la sfida nel raccontare l’AI alle nuove generazioni?
Abbiamo fortemente voluto dedicare la seconda giornata alle scuole, perché crediamo che il futuro si costruisca proprio lì, dove oggi ci sono ragazzi e docenti che domani saranno cittadini, professionisti e leader. Avremo con noi 1000 studenti e 150 insegnanti. Non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di costruire insieme strumenti di consapevolezza critica.
Raccontare la rivoluzione digitale alle nuove generazioni non significa ridurla a slogan o a tecnicismi: significa aiutarli a capire che dietro ogni algoritmo ci sono scelte etiche, culturali e sociali che li riguardano direttamente. La sfida più grande è allenare il pensiero critico in un’epoca in cui l’informazione si moltiplica e la superficialità è un rischio quotidiano. Per questo mettiamo al centro il dialogo. Floridi non terrà una lezione frontale, ma converserà con i ragazzi, stimolandoli a interrogarsi e a prendersi la responsabilità di essere cittadini digitali consapevoli. È un ponte tra generazioni: adulti che offrono strumenti e giovani che ci restituiscono la loro visione, spesso sorprendente e illuminante.

Una delle evoluzioni di Orbits è la Orbits Academy. Qual è l’obiettivo di questo network e quali saranno i prossimi passi?
Orbits Academy rappresenta la continuità e la maturazione del progetto. Dopo aver creato un evento capace di generare grande attenzione, ci siamo chiesti come mantenerne il valore e farlo diventare un percorso costante. L’Academy è la risposta: un network internazionale che mette insieme 12 professionisti di altissimo livello – accademici, manager, imprenditori, giornalisti – accomunati dalla volontà di offrire una bussola per orientarsi nella trasformazione digitale.
Il suo obiettivo è trasformare conoscenze in competenze e prospettive in azioni. Non solo formazione teorica, ma osservatori privilegiati, masterclass dedicate, momenti di networking che aiutino le imprese e le persone a crescere in modo sostenibile e competitivo.
Il primo passo concreto sarà la partecipazione agli Academy Talks durante la giornata del 19 novembre, con sessioni dedicate alle principali aree aziendali. Ma il progetto non si esaurisce lì: nel corso dell’anno lanceremo percorsi tematici, contenuti digitali e masterclass esclusive che renderanno Orbits Academy un laboratorio permanente di pensiero e innovazione. La nostra ambizione è creare una comunità internazionale, inclusiva e responsabile, che sappia incidere davvero nella crescita culturale ed economica del Paese.
Tutte le informazioni sul sito ufficiale dell’evento.
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