OpenAI e Oracle hanno siglato un accordo che aggiungerà 4,5 gigawatt di nuova capacità ai data center del programma Stargate, portando il totale in sviluppo a oltre 5 GW. Ad annunciarlo ufficialmente ieri su X è stato lo stesso Sam Altman.
L’intesa contribuirà all’obiettivo, annunciato alla Casa Bianca, di investire 500 miliardi di dollari per costruire 10 GW di infrastrutture AI negli Stati Uniti entro quattro anni.
Con i nuovi siti – di cui uno già attivo ad Abilene, Texas – la potenza installata potrà alimentare più di due milioni di chip specializzati e generare oltre 100 mila posti di lavoro tra costruzione e operatività.
La tecnologia alla base dell’accordo OpenAI-Oracle
Oracle fornirà server bare‑metal equipaggiati con Nvidia GB200 Grace Blackwell e collegati tramite Quantum‑2 InfiniBand: la rete oggi offre larghezze di banda fino a 400 Gb/s e, grazie ai futuri ConnectX‑8 SmartNIC in rollout nel 2025, è già in roadmap l’espansione a 800 Gb/s.
Questa architettura, affiancata a blocchi NVL72 liquid‑cooled, riduce la latenza e rimuove colli di bottiglia nei carichi di training su larga scala. I primi rack sono stati consegnati a Stargate I ad Abilene, dove OpenAI ha iniziato a far girare i suoi modelli di prossima generazione.

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Il rafforzamento di Stargate rende Oracle un perno strategico nella corsa all’AI contro i due hyperscaler dominanti, AWS e Microsoft. Gli analisti prevedono che l’investimento possa tradursi in 30 miliardi di dollari di ricavi cloud annuali per Oracle entro il 2028, nonostante l’altalena del titolo.
Sul versante OpenAI, l’espansione infrastrutturale è sostenuta anche dal maxi‑round da 40 miliardi (guidato da SoftBank) che si riaprirà il 28 luglio: capitale che servirà a trasformare i 4,5 GW appena annunciati in potenza di calcolo reale e a consolidare la leadership statunitense nell’intelligenza artificiale.














