OpenAI starebbe spingendo forte sul pedale dell’hardware. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, la società guidata da Sam Altman punterebbe a avviare la produzione di massa del suo primo smartphone AI già nella prima metà del 2027 — una tabella di marcia nettamente più rapida rispetto alle previsioni precedenti, che collocavano il lancio nel 2028.
Il dispositivo viene descritto come un “AI agent phone“: non uno smartphone tradizionale costruito attorno alle app, ma un oggetto ripensato per completare compiti tramite agenti AI. Il chip al centro del progetto sarebbe una versione personalizzata del MediaTek Dimensity 9600, prodotto sul nodo N2P di TSMC — tecnologia a 2 nanometri — con una doppia unità NPU per gestire carichi AI eterogenei, memoria LPDDR6, storage UFS 5.0 e funzioni di sicurezza come pKVM e inline hashing. L’ISP, il processore per le immagini, viene indicato come la componente di punta: un pipeline HDR avanzato pensato per la comprensione visiva in tempo reale, non per la fotografia classica. Kuo stima spedizioni combinate 2027-2028 attorno ai 30 milioni di unità, se i tempi reggono.
Dietro l’accelerazione ci sono almeno due spinte concrete. La prima è competitiva: il mercato degli smartphone con agenti AI si sta affollando rapidamente e OpenAI non vuole arrivare tardi. La seconda è finanziaria: secondo Kuo, un prodotto hardware credibile rafforzerebbe la narrativa dell’azienda in vista di una possibile IPO entro fine anno — una lettura confermata anche da Greg Brockman, presidente di OpenAI, che ha di recente citato la quotazione in borsa come obiettivo concreto.
La notizia si incrocia in modo non del tutto lineare con la traiettoria hardware che OpenAI aveva annunciato dopo l’acquisizione di io Products di Jony Ive, operazione da circa 6,5 miliardi di dollari in azioni chiusa nel maggio 2025. Quel progetto puntava su un dispositivo senza schermo — tascabile, orientato alla voce e alla percezione ambientale — descritto come un “terzo dispositivo” da affiancare a laptop e smartphone. I primi prototipi erano stati confermati da Altman a novembre, con un orizzonte di lancio “entro due anni”. Secondo gli ultimi report, la prima incarnazione di quel progetto Ive sarebbe uno speaker intelligente con fotocamera, atteso per l’inizio del 2027. Il telefono AI, invece, sembra un binario parallelo — con un’identità tecnica propria e una catena di fornitura separata.
La storia recente del settore invita alla cautela. Humane e il suo AI Pin sono diventati un caso emblematico di come l’hardware AI-first possa naufragare tra le aspettative e la realtà d’uso quotidiana. Ma OpenAI parte da una posizione diversa: una base utenti di ChatGPT tra le più ampie al mondo, modelli che migliorano velocemente e la capacità di controllare l’intero stack software-hardware. Se il progetto tiene i tempi e le specifiche confermate si traducono in un’esperienza d’uso coerente, il 2027 potrebbe essere l’anno in cui il mercato degli smartphone smette (in parte) di ragionare per app.

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