Officina AI, Milano vuole diventare la fabbrica europea dell’intelligenza artificiale

Officina AI punta a ridurre il divario di utilizzo dell'AI fra grandi aziende e PMI

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Officina AI, Milano vuole diventare la fabbrica europea dell’intelligenza artificiale

Milano prova a trasformare la propria tradizione industriale in un vantaggio nella competizione globale sull’intelligenza artificiale. Si chiama Officina AI il progetto promosso da Assolombarda, insieme a MADE Competence Center e ad altri partner pubblici e privati, per favorire lo sviluppo e l’applicazione dell’AI nelle imprese. Il 19 ottobre 2026 Regione Lombardia ha approvato la candidatura della nuova Zona di Innovazione e Sviluppo, dando il via alla seconda fase del progetto. L’iniziativa riunisce 19 soggetti tra istituzioni, università, aziende e organizzazioni della formazione, con l’obiettivo di accompagnare le imprese, soprattutto quelle di dimensioni più ridotte, dalla sperimentazione tecnologica all’utilizzo concreto nelle attività produttive. La sfida è fare di Milano non soltanto un territorio che adotta strumenti sviluppati altrove, ma un luogo in cui queste tecnologie vengono progettate e trasformate in applicazioni industriali.

Il progetto si concentra su tre ambiti, che rappresentano altrettante fasi dell’evoluzione dell’AI. Il primo è quello dell’intelligenza artificiale generativa, già utilizzata per produrre testi, analizzare documenti e assistere i lavoratori. Il secondo riguarda l’AI agentica, capace di pianificare ed eseguire sequenze di attività attraverso diversi strumenti digitali. Il terzo, considerato particolarmente strategico per il territorio lombardo, è la Physical AI, cioè l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico attraverso robot, sensori, macchinari e sistemi automatizzati. In una fabbrica, queste tecnologie possono contribuire a individuare difetti di produzione, prevedere guasti, ottimizzare la movimentazione delle merci e adattare il funzionamento delle macchine alle condizioni operative. L’obiettivo è superare la fase dei prototipi e verificare quali soluzioni possano funzionare davvero nei contesti industriali, con benefici misurabili in termini di produttività, qualità e costi.

A guidare il progetto sul piano operativo sarà MADE Competence Center, centro per il trasferimento tecnologico che mette a disposizione delle aziende ambienti di sperimentazione, competenze e percorsi di formazione. Il partenariato comprende anche la Città metropolitana di Milano, la Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, il Politecnico di Milano, l’Università Bocconi e le Università degli Studi di Milano e Milano-Bicocca, oltre ad aziende tecnologiche e realtà innovative. «Per le imprese, e per le PMI in particolare, la questione non è più capire se l’AI funzioni, ma come portarla dentro i processi e farle produrre risultati misurabili», ha dichiarato Marco Taisch, presidente di MADE Competence Center, sottolineando l’importanza del passaggio dai progetti pilota all’industrializzazione. La formazione avrà un ruolo centrale, perché introdurre nuove tecnologie non significa soltanto acquistare software o macchinari, ma anche preparare le persone a utilizzarli e governarli.

La necessità di intervenire emerge dai dati sull’adozione dell’AI nelle imprese. Secondo un’indagine condotta da Assolombarda insieme al Politecnico di Milano su 700 aziende delle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il 49% delle imprese intervistate ha già progetti di AI attivi, mentre un ulteriore 18% prevede di avviarli a breve. Alla fine del 2024 la quota di aziende con progetti in corso era inferiore al 20%. La crescita è significativa, ma la diffusione rimane disomogenea. L’AI è utilizzata dal 79% delle grandi imprese, contro il 48% delle medie, il 41% delle piccole e il 40% delle microimprese. La dimensione aziendale continua quindi a incidere sulla capacità di investire, disporre di competenze specialistiche e integrare le nuove tecnologie nei processi esistenti. Officina AI punta a ridurre questo divario, facilitando l’accesso alla sperimentazione e al trasferimento tecnologico anche per le realtà con risorse più limitate.

Il progetto poggia su una base economica rilevante. Nel cosiddetto Quadrilatero di Assolombarda, che comprende Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il manifatturiero conta circa 34.000 imprese e 347.000 addetti, con oltre 44 miliardi di euro di valore aggiunto industriale all’anno. La meccatronica, che integra meccanica, elettronica e informatica, rappresenta uno dei comparti più interessanti per l’applicazione della Physical AI. «Non vogliamo limitarci ad adottare la tecnologia: vogliamo contribuire a costruirla», ha affermato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, indicando nella manifattura e nella meccatronica un vantaggio competitivo per il territorio. L’ambizione è attrarre investimenti, competenze e nuove attività industriali, rafforzando il legame tra ricerca e produzione. Per riuscirci, tuttavia, sarà necessario affrontare anche questioni come la qualità dei dati aziendali, la tutela della proprietà intellettuale e la disponibilità di personale qualificato.

La nascita di Officina AI rappresenta dunque un passo concreto, ma non garantisce da sola che Milano diventi un polo internazionale dell’intelligenza artificiale industriale. Il risultato dipenderà dalla capacità di tradurre la collaborazione tra imprese, università e istituzioni in progetti funzionanti, sostenibili e replicabili. Sarà importante capire quante aziende riusciranno ad adottare queste soluzioni, quali miglioramenti otterranno e se i benefici raggiungeranno anche le PMI. In un mercato in cui lo sviluppo dei modelli è concentrato nelle mani di grandi gruppi tecnologici globali, la Lombardia punta sulle competenze manifatturiere per ritagliarsi uno spazio distinto. La scommessa è trasformare l’AI da tecnologia da acquistare in uno strumento da sviluppare e integrare nei processi industriali, con ricadute sulla competitività delle imprese e sulla qualità del lavoro.

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