CoreWeave ha chiuso la settimana con un calo del 25,21%. Il giovedì 16 ottobre il titolo ha perso un altro 12%, mentre il Nasdaq Composite cedeva oltre 600 punti, il 2,25%. Venerdì l’indice ha messo a segno la peggiore settimana da giugno. Sono scese anche Nebius e Strategy, con ribassi superiori al 10%.
Il problema è il debito. CoreWeave ha circa 50 miliardi di dollari di passività, accumulate per costruire data center. Le sue obbligazioni non garantite rendono più del 16%, livelli da titolo in difficoltà. Elon Musk ha commentato con un “Yikes” un grafico sul rialzo dei rendimenti postato dall’investitore Chamath Palihapitiya. Nel secondo trimestre i ricavi sono cresciuti del 112% a 2,58 miliardi, ma gli interessi netti hanno pesato per 640 milioni e la perdita è stata di 626 milioni. La società dichiara oltre 100 miliardi di ordini in portafoglio.
A far scattare le vendite è stato un dato d’inflazione più alto delle attese. Il mercato ha iniziato a scontare possibili rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, e le aziende molto indebitate rischiano di pagare di più per finanziarsi. Reuters segnala che gli spread di Amazon, Alphabet, Meta e Nvidia hanno toccato massimi record, pur salendo molto più lentamente di quelli di CoreWeave. Questi gruppi hanno flussi di cassa più ampi e bilanci più solidi. Nvidia, che detiene circa il 7% di CoreWeave, ha perso terreno insieme ad AMD e Broadcom.
Il denaro si è mosso verso i titoli di qualità. Goldman Sachs ha diffuso ai clienti una lista di azioni “quality” che include Visa, Nvidia, ServiceNow e Apple. Il Dow ha guadagnato oltre 500 punti nella giornata in cui l’AI arretrava. L’indice dei semiconduttori è sceso quasi del 10% in una settimana, ma resta in rialzo del 61% da inizio anno. Altri segnali arrivano da fuori: Firmus, società sostenuta da Nvidia, ha ritirato l’IPO australiana da 5 miliardi di dollari citando la volatilità, e Seul ha dato nuovi segni di tensione.
Lunedì 19 ottobre il settore ha rimbalzato. CoreWeave ha guadagnato il 3,4% dopo il giudizio “buy” di Goldman Sachs, che punta su capacità di calcolo scarsa e vantaggio prestazionale sui concorrenti. Nebius è salita del 4,5%, Applied Digital del 9%, IREN del 5,7%. Nvidia ha chiuso a +0,6%. Dan Ives di Wedbush e UBS confermano il target di 300 dollari su Nvidia e leggono il calo come occasione d’acquisto.
L’attenzione ora passa a Oracle, le cui obbligazioni sono vicine alla soglia dei titoli spazzatura. Un declassamento avrebbe effetti a catena sul finanziamento dell’AI. Il test successivo arriva con le trimestrali delle Big Tech: se i ricavi non giustificheranno la spesa, anche i bilanci solidi non basteranno a proteggere le valutazioni.