Meta ridimensiona il progetto di tracciamento mouse dopo le proteste interne dei dipendenti

Il cosiddetto Model Capability Initiative prevedeva l'introduzione di un sistema di tracciamento installato sui computer aziendali dei dipendenti con sede negli Stati Uniti

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Meta ridimensiona il progetto di tracciamento mouse dopo le proteste interne dei dipendenti

Tutto è cominciato ad aprile, quando Meta ha lanciato il cosiddetto Model Capability Initiative, un sistema di tracciamento installato sui computer aziendali dei dipendenti con sede negli Stati Uniti, progettato per catturare movimenti del mouse, battiture da tastiera e persino contenuti visualizzati sullo schermo. L’obiettivo dichiarato era addestrare i modelli di intelligenza artificiale dell’azienda su come gli esseri umani navigano tra le applicazioni durante il lavoro quotidiano, con l’ambizione di costruire agenti AI capaci di svolgere compiti d’ufficio in modo autonomo. Meta aveva precisato che i dati raccolti non sarebbero stati usati per le valutazioni delle performance e che erano previste misure di protezione per i dati sensibili.

Il tempismo, però, ha reso la pillola difficile da ingoiare. Reuters aveva già riportato che Meta stava tagliando circa 8.000 posti di lavoro, circa il 10% della sua forza lavoro globale, spingendo con forza sull’acceleratore dell’AI. Per molti dipendenti, il MCI è apparso meno come un neutro esperimento di produttività e più come un’anticipazione inquietante di come la prossima generazione di AI aziendale potrebbe essere costruita, cioè con dati intimi dei lavoratori, raccolti con scarso potere di intervento da parte loro. La reazione interna non si è fatta attendere e i dipendenti hanno protestato apertamente, arrivando a paragonare Meta a una “fabbrica di estrazione di dati”.

Di fronte alle pressioni, l’azienda ha dovuto cedere. In un memo interno firmato da Stephane Kasriel, vicepresidente dell’unità Superintelligence Labs di Meta, la società ha annunciato nuovi controlli che consentiranno ai dipendenti di mettere in pausa la raccolta dati per un massimo di 30 minuti alla volta e di richiedere esenzioni dall’iniziativa. Kasriel ha anche comunicato l’introduzione di alcune ottimizzazioni tecniche, dopo che i lavoratori si erano lamentati di un consumo eccessivo di dati che arrivava a far impennare il traffico internet domestico.

La questione, però, è tutt’altro che chiusa e la linea di faglia più acuta resta quella europea. Meta ha escluso i dipendenti europei dal programma proprio perché il Regolamento generale sulla protezione dei dati non consentirebbe una sorveglianza equivalente, una distinzione che, agli occhi dei critici, dice molto su dove l’azienda percepisce i propri limiti reali.

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