Tibor Blaho aveva ragione. L’utente di X aveva trovato delle modifiche sospette al codice di ChatGPT e aveva condiviso la sua scoperta su X a dicembre 2025. Ora arriva la conferma: OpenAI ha annunciato l’avvio dei primi test pubblicitari all’interno di ChatGPT, un passo importante (e secondo alcuni inevitabile) nella strategia di monetizzazione della piattaforma.
La sperimentazione, che inizierà nelle prossime settimane negli Stati Uniti, prevede la comparsa di annunci per gli utenti della versione gratuita e perfino per coloro che utilizzano il piano a basso costo appena annunciato ChatGPT Go. Gli utenti delle fasce di abbonamento più costose come Plus, Pro, Business ed Enterprise, invece, saranno dispensati da annunci (almeno per ora).
Forse vedremo presto la pubblicità in ChatGPT
OpenAI si starebbe preparando: nel codice dell'app di ChatGPT sono…
OpenAI ha sottolineato che gli annunci non influenzeranno le risposte generate dall’AI e saranno separati e chiaramente identificabili rispetto ai contenuti prodotti dal chatbot. Tuttavia, la preoccupazione di molti è che la presenza di interessi privati sia destinata a generare intromissioni o influenze negli output probabilistici e a snaturare la neutralità delle risposte.
L’azienda rassicura che, per preservare la privacy, le conversazioni degli utenti non saranno condivise con gli inserzionisti, in una premessa che però va contro ad ogni logica della pubblicità sul web (difficile, dunque, che regga a lungo). Gli annunci non saranno poi mostrati a utenti minorenni e saranno esclusi da conversazioni su argomenti sensibili come salute o politica.
L’esperimento pubblicitario mira ovviamente ad aumentare i ricavi ma l’azienda è consapevole di esporsi a un rischio: gli utenti delusi dalla pubblicità potrebbero rivolgersi alla concorrenza di Google o Anthropic. Almeno fino a che anche questi ultimi non scelgano di integrare annunci.