L’ingegnere Tibor Blaho ha scritto su X di aver individuato segnali nel codice di ChatGPT di una possibile svolta “marketing oriented” del servizio. Nella versione beta dell’app, quella per Android, sono stati trovati riferimenti a etichette come “feature ads”, “search ad”, “search ads carousel” e “bazaar content”.
Il che suggerisce che OpenAI starebbe testando sistemi per mostrare annunci pubblicitari agli utenti direttamente all’interno del chatbot, forse nelle risposte stesse.
Secondo Financial Times, OpenAI starebbe reclutando persone “esperte in advertising” provenienti da grandi aziende pubblicitarie, il che può suggerire che starebbe seriamente strutturando modelli di guadagno alternativi rispetto a quelli inseguiti fino ad ora.
In passato si è parlato più volte della possibilità che OpenAI inserisse la pubblicità dentro le chat ma fino ad oggi è sempre rimasta un’opzione teorica. Queste recenti variazioni al codice rappresentano l’anticipazione più concreta in merito.
Sarebbe una svolta non indifferente, che snaturerebbe il servizio e ne cambierebbe radicalmente l’esperienza d’uso, attirando critiche a non finire, anche perché aprirebbe la strada alla stessa pratica anche da parte dei competitor. Rappresenterebbe inoltre la prova che il sistema di ricavi di OpenAI è debole: Altman, in passato, aveva dichiarato che gli annunci erano considerati una “last resort”, opzione estrema. Già nel corso del 2025 ha cambiato idea e si è detto possibilista a riguardo.

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