Nonostante l’uso di intelligenza artificiale generativa sia in aumento fra gli scienziati (passato dal 45% nel 2024 al 62% nel 2025 fra gli scienziati intervistati), sta calando sensibilmente il livello di fiducia che essi hanno nei suoi confronti e i ricercatori sono sempre più scettici nei confronti delle capacità espresse dalla tecnologia. Sono le conclusioni che emergono dal rapporto della casa editrice accademica Wiley relativo all’impatto della tecnologia sulla ricerca.
Preoccupa in particolare il fenomeno delle allucinazioni dell’AI, cioè la produzione di output completamenti inventati e privi di fondamento. Se nel 2024 era il 51% ad esprimere preoccupazione, nel 2025 si è passati a quota 64%. Vengono inoltre segnalati in aumento anche i timori relativi a sicurezza, privacy, etica e mancanza di trasparenza.
Il report evidenzia inoltre un calo generalizzato del sostegno nei confronti delle capacità dell’AI. Meno di un terzo degli scienziati intervistati sostiene di avere un fondato timore che l’AI possa superare le capacità umane nel loro complesso, mentre questa quota era molto più alta nel 2024. Emerge infine anche che più crescono le competenze tecniche in materia di AI e più le persone coinvolte sono effettivamente scettiche nei confronti delle promesse della tecnologia. Individui che invece hanno una comprensione più superficiale della materia tendono ad essere anche più entusiasti nei suoi confronti.

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