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La colla sulla pizza di Google: e se dovessimo ringraziare le aziende AI per i loro errori?

Durante la sua diretta per illustrare le ultime novità, Google ha lanciato il nuovo tool per rivoluzionare la funzione cerca. Google Search ne è uscito così potenziato attraverso le potenzialità di Gemini in uno strumento di nome AI Overview, disponibile negli USA. In pochi giorni ha fatto l’unica cosa che funzione ricerca non dovrebbe fare: dare risposte sbagliate, assurde quando non dannose.

I temi trattati all’interno dell’articolo

La pizza di Reddit

Gli utenti hanno segnalato che l’applicazione di ricerca di informazioni ha detto che Barack Obama è musulmano, ha dichiarato che i Pokemon fanno parte della comunità LGBT e ha consigliato di mettere colla sulla pizza per evitare la caduta del formaggio.

Diverse cronache delle vicende AI rilanciano l’onnipresente problema delle allucinazioni. Tuttavia in questo caso non si tratta di invenzioni dell’intelligenza artificiale. La risposta della colla sulla pizza è stata prontamente analizzata dai detective del web. L’assurdo consiglio deriva da un post (ironico) su Reddit di 11 anni fa. La sua follia dunque non è frutto della tendenza all’invenzione delle AI, ma dell’accordo commerciale che Google ha stretto con Reddit (un luogo non proprio noto per la sua serietà) per utilizzare i suoi contenuti.

Recidiva… per scelta

Non è la prima volta che Google si ritrova a gestire un’ondata di simili critiche. Anche in occasione della presentazione di Bard (la prima versione di Gemini) successe qualcosa di simile: il chatbot commise un errore riguardo al telescopio spaziale James Webb e Google perse il 7% in borsa.

L’opinione pubblica considera questi incidenti dei passi falsi reputazionali che danneggiano Google. Di certo in parte lo sono, ma in realtà queste vicende rimandano pienamente all’orientamento al mercato del tech americano e in particolare californiano: prima fare, poi aggiustare. In fase di lancio, a Google interessa relativamente se la sua AI non è perfetta; il suo scopo principale è presentare prodotti, poi gradualmente procederà a migliorarli. Sundar Pichai ha parzialmente confermato questa visione.

Ci sono ancora momenti in cui si sbaglia – ha detto – ma non credo che sottovaluterei quanto possa essere utile allo stesso tempo. Abbiamo sicuramente fatto progressi quando guardiamo i parametri sulla fattualità anno dopo anno. Stiamo tutti migliorando le cose“.

Verso la consapevolezza

La nuova polemica attorno alle risposte assurde dell’AI di Google racconta dunque tanto delle dinamiche del mercato dell’intelligenza artificiale. Le aziende AI, alcune più di altre, sono lanciate in una corsa ansiogena all’ultima innovazione. Tutte hanno la massima urgenza di conquistare il senso di stupore degli utenti e considerano questa esigenza più importante rispetto al proporre prodotti pienamente testati e performanti.

Gli utenti potrebbero sentirsi presi in giro in mezzo a questa frenesia che punta sulla rapidità anziché sulla qualità. In realtà tutti i polveroni mediatici che fanno dubitare sull’affidabilità dell’AI hanno una funzione sociale molto importante in questa fase dello sviluppo della tecnologia generativa. Il fatto che si generi il dibattito attorno agli errori dell’intelligenza artificiale sta rendendo in effetti gli utenti consapevoli dei limiti della nuova tecnologia, li sta informando sul suo funzionamento e li sta sensibilizzando sull’importanza dei dati negli addestramenti e sta rendendo familiari concetti come i bias. Un bagaglio di informazioni di inestimabile importanza per affrontare il momento in cui l’AI sarà diffusa in lungo e in largo e la tendenza sarà quella di vederla come una sorta di misterioso potere superiore che faccia le cose al posto nostro.

Ma prima di affidarsi all’AI per fare le cose, meglio essere consapevoli di quando e come possa sbagliare. Ben venga la colla sulla pizza, se può accompagnare le persone a sviluppare un pensiero critico sull’intelligenza artificiale.


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