Gli autori giapponesi all’attacco: chiedono a OpenAI di rispettare il copyright

L'associazione chiede a OpenAI di non usare contenuti protetti per addestrare Sora 2 senza consenso e di rispondere nel merito alle segnalazioni dei titolari di diritti d'autore

Legal 4 nov 2025

1 min.

Gli autori giapponesi all’attacco: chiedono a OpenAI di rispettare il copyright

Dopo l’intervento del governo giapponese, che a metà ottobre aveva ammonito OpenAI chiedendo di rispettare la proprietà intellettuale di manga e anime nei video generati da Sora 2, si è aggiunto anche il richiamo formale della CODA (Content Overseas Distribution Association) nei confronti della società guidata da Sam Altman.

La CODA è un’associazione giapponese fondata nel 2002 che si occupa di promuovere lo sviluppo internazionale dei contenuti giapponesi nel mondo, come anime, manga, videogiochi e film, e di combattere al contempo la pirateria. CODA, insieme ad altre associazioni giapponesi analoghe, ha riscontrato recentemente che numerosi output di Sora 2 sono molto simili ad alcuni contenuti giapponesi protetti. Le associazioni ritengono che questo risultato sia la conseguenza del modo in cui è stato addestrato il modello, cioè utilizzando materiale protetto da copyright senza autorizzazione. La legge giapponese sul diritto d’autore prevede che per l’utilizzo delle opere protette sia necessaria un’autorizzazione preventiva ed esplicita.

Le richieste specifiche avanzate da CODA a OpenAI il 27 ottobre 2025 sono essenzialmente due. In primo luogo si chiede di non utilizzare materiali dei membri di CODA per l’addestramento del modello senza un consenso esplicito e, inoltre, di rispondere in modo trasparente a richieste e segnalazioni da parte di CODA su rilevazioni di output di Sora 2 basati su materiali protetti. Al momento da parte di OpenAI non è arrivata alcuna risposta.


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