La Cina ha compiuto un passo significativo verso l’autonomia tecnologica nel settore dei semiconduttori. Una società statale di Shanghai ha avviato la produzione in serie di macchinari litografici immersion deep-ultraviolet, una tecnologia fondamentale per la produzione di chip avanzati. Secondo fonti vicine al progetto, entro il 2026 verranno consegnate circa cinque unità, mentre per il 2027 se ne prevedono almeno venti. I primi clienti saranno i giganti cinesi del settore come SMIC, Hua Hong Semiconductor e CXMT, che attualmente dipendono da fornitori stranieri come l’olandese ASML, leader indiscusso in questo campo.
Questo sviluppo arriva in un momento cruciale. Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Europa hanno limitato l’accesso della Cina ai sistemi litografici più avanzati, come quelli a ultravioletti estremi, riservati ai chip di ultima generazione. I macchinari DUV, sebbene meno potenti, rimangono essenziali per la produzione di una vasta gamma di semiconduttori, dai chip per la memoria a quelli per applicazioni AI di medio livello. Paul Triolo, esperto di politiche tecnologiche presso DGA-Albright Stonebridge Group, ha sottolineato che la vera sfida per la Cina non sarà solo produrre questi macchinari, ma garantirne un funzionamento stabile 24 ore su 24 per periodi prolungati, un ostacolo che finora ha mantenuto ASML in una posizione di monopolio.
Il mercato ha reagito con una certa apprensione. Le azioni di ASML sono scese del 7% in un solo giorno, trascinando con sé anche i titoli di altri produttori di semiconduttori. Gli analisti, però, invitano alla cautela. William Bevington di Jefferies ha ricordato che in passato alcune segnalazioni sui progressi cinesi si sono rivelate infondate, mentre JPMorgan ha evidenziato che, nonostante la produzione sia iniziata, le prestazioni e l’affidabilità dei macchinari cinesi sono ancora lontane da quelle di ASML.
Roger Dassen, CFO di ASML, ha confermato che la società olandese prevede di consegnare circa 130 macchinari DUV nel 2026, con un aumento del 30% per il 2027. Questo dato metterebbe in luce il divario industriale ancora esistente, ma il vero significato di questa mossa cinese risiede nella sua valenza strategica. Come ha osservato l’American Enterprise Institute, SMIC produce già chip da 7 nanometri usando macchinari DUV di ASML, ma ora potrà contare su una fornitura locale che non può essere bloccata da decisioni politiche estere.
In un contesto globale sempre più segnato da tensioni geopolitiche, la capacità di produrre macchinari DUV in casa rappresenta per la Cina un passo verso la sicurezza tecnologica. Tuttavia, gli esperti concordano che la strada per colmare il divario con l’Occidente nei sistemi EUV, necessari per i chip più avanzati, rimane lunga e complessa.

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