L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della quotidianità dei più giovani. Secondo il nuovo report europeo EU Kids Online, l’89% degli studenti italiani tra 9 e 16 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa negli ultimi mesi. Un fenomeno in forte crescita, trainato soprattutto dall’uso per lo studio o per riassumere testi, cercare spiegazioni rapide e ottenere consigli pratici.
L’indagine, realizzata su oltre 25.000 giovani in 17 Paesi europei, conferma come chatbot e assistenti digitali siano diventati per molti adolescenti come un “nuovo Google”. Nonostante la diffusione capillare, emergono però diversi dubbi e paure. Molti giovani dichiarano di non fidarsi completamente delle risposte dell’AI e temono che delegare compiti e attività possa ridurre la capacità di pensare in modo autonomo o aumentare la pigrizia.
Lo studio evidenzia inoltre differenze di genere e nuovi bisogni educativi. I ragazzi sperimentano più spesso gli strumenti tecnici, mentre le ragazze li usano soprattutto per creatività e supporto personale. Gli esperti invitano a una responsabilità condivisa tra scuole, famiglie, aziende e istituzioni per ridurre i rischi e valorizzare le opportunità. Come ricorda la ricercatrice di Global Kids Online Mariya Stoilova, i bambini “stanno già crescendo con l’AI” e chiedono soprattutto guida e competenze per usarla in modo sicuro.

AI e giovani italiani, il 40% la utilizza per informarsi su temi di attualità
L'indagine svela un approccio radicalmente diverso fra giovani e adulti…













