Sam Altman, CEO di OpenAI, ha recentemente ammesso un limite apparentemente banale e paradossale dell’intelligenza artificiale: ChatGPT non è ancora in grado di avviare un timer. Nonostante l’AI sia in grado di comprendere e rispondere a richieste complesse, problemi matematici complessi e altro ancora, manca la capacità di tradurre il linguaggio in azioni reali, come attivare un cronometro sul dispositivo dell’utente.
Il problema è strutturale, perché i modelli linguistici generano solo testo e, senza integrazioni con strumenti esterni, non possono interagire con il mondo fisico. Secondo Altman, servirà “ancora un anno” per colmare questo gap, non per limiti teorici, ma per la complessità di costruire un’infrastruttura sicura che prevenga rischi come esecuzioni non autorizzate o errori di interpretazione.
La soluzione a problematiche di questo genere passerà attraverso API e strumenti esterni, ma soprattutto attraverso agenti AI autonomi, capaci di pianificare ed eseguire compiti in modo sicuro. Il timer, insomma, non è solo una funzione mancante, ma il simbolo della sfida più grande dell’AI moderna che consiste nel trasformare la comprensione in azione.

I modelli AI agiscono emotivamente? Secondo Anthropic sì, ma in maniera "funzionale"
Non si tratta di provare emozioni nel senso umano del…














