Singapore si sta imponendo come terreno neutrale e favorevole per le aziende di intelligenza artificiale che vogliono sfuggire alle tensioni geopolitiche persistenti tra Cina e Stati Uniti. Secondo quanto riportato da Reuters e altre fonti, la città-stato ultimamente attrae sempre più startup cinesi che cercano di operare al di fuori del controllo governativo, mentre le aziende statunitensi qui trovano un accesso più semplice a talenti internazionali, senza le complesse restrizioni sui visti che caratterizzano gli Stati Uniti in questa fase storica, ulteriormente rese complesse e limitanti dalle politiche introdotte dall’amministrazione Trump in materia.
Brad Gastwirth, responsabile della ricerca globale presso l’azienda specializzata in supporto alla catena di fornitura Circular Technology, ha sottolineato che “Singapore sta diventando sempre più un hub neutrale per le aziende di AI provenienti sia dagli USA che dalla Cina”. La sua posizione strategica, la stabilità normativa e la popolazione bilingue la rendono ideale per le aziende che vogliono evitare le restrizioni imposte da Pechino e Washington.
La rivalità tecnologica tra le due superpotenze, intensificatasi durante il secondo mandato di Donald Trump, ha spinto molte aziende a cercare alternative, e in questo contesto Singapore, con il suo ambiente favorevole agli affari, offre una soluzione pragmatica. Qui, ad esempio, la startup cinese Topview ha ricevuto oltre 8 milioni di dollari in investimenti dal 2024, proprio per espandere le sue operazioni al di fuori della Cina.

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