Google sta per compiere un passo avanti nella corsa all’innovazione tecnologica con lo sviluppo di un nuovo chip per server, chiamato Frozen v2. Secondo quanto riportato da The Information e confermato da altre fonti come CNBC e TechCrunch, questo chip è progettato per integrare direttamente nell’hardware parti dell’architettura del modello Gemini, il sistema di intelligenza artificiale di casa Google. L’obiettivo è chiaro: migliorare l’efficienza energetica e ridurre i costi nell’erogazione dei servizi AI agli utenti.
Il nuovo chip, il cui lancio è previsto per il 2028, promette di essere fino a 10 volte più efficiente rispetto agli attuali TPU (Tensor Processing Unit) di Google in termini di token AI serviti per unità di energia. Questo significa che, a parità di consumo energetico, Frozen v2 potrà gestire un volume di richieste molto superiore, offrendo un vantaggio competitivo rispetto ad aziende come OpenAI e Anthropic. Jeff Dean, Chief Scientist di Google DeepMind, ha lavorato con il suo team per trovare il giusto equilibrio tra efficienza e flessibilità, evitando di rendere il chip obsoleto con ogni aggiornamento di Geminithenewstack.io.
Tuttavia, c’è un compromesso: Frozen v2 sarà specializzato e potrà supportare solo le future versioni di Gemini se l’architettura di base rimarrà invariata. Questo lo rende un progetto sperimentale, almeno per ora, e non è previsto che venga prodotto su larga scala come i TPU tradizionali. Google ha dichiarato che non tutti i progetti entrano in produzione, ma l’azienda continua a investire nella co-progettazione di hardware e software per ottimizzare le prestazioni reali.
La notizia ha già avuto un impatto positivo sul mercato: le azioni di Alphabet, la società madre di Google, sono salite dell’1,51% dopo la pubblicazione del rapporto, segnale che gli investitori vedono con favore questa mossa strategica.
In un contesto in cui l’efficienza energetica sta diventando un fattore chiave per le aziende tech, Frozen v2 potrebbe rappresentare un punto di svolta. Se il progetto avrà successo, Google non solo ridurrà i costi operativi, ma potrà anche offrire servizi AI più accessibili e sostenibili, in un settore sempre più competitivo.

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