Gemini supera il miliardo di utenti mensili e raggiunge ChatGPT

Gemini è diventato il prodotto consumer con la crescita più rapida nella storia dell'azienda

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Gemini supera il miliardo di utenti mensili e raggiunge ChatGPT

Google porta Gemini oltre la soglia del miliardo di utenti mensili, un traguardo che segna un passaggio importante nella competizione tra i grandi assistenti AI. L’annuncio è arrivato l’11 agosto da Sundar Pichai, amministratore delegato di Google e Alphabet, secondo cui l’app Gemini è diventata il prodotto a crescita più rapida nella storia dell’azienda. Il dato riguarda gli utenti mensili dell’app Gemini e arriva dopo una progressione molto rapida. A febbraio Google aveva comunicato il superamento dei 750 milioni di utenti, mentre a luglio il numero era salito a 950 milioni. La crescita non mostra quindi un semplice aumento lineare, ma un’accelerazione molto evidente. In poco più di un anno, Gemini è passato da 400 milioni di utenti mensili a un miliardo.

Il dato arriva in un momento particolarmente delicato per OpenAI. Anche ChatGPT ha raggiunto il miliardo di utenti mensili, secondo dati riportati da Sensor Tower e ripresi da TechCrunch, ma il confronto non va interpretato come una classifica definitiva. Google comunica infatti un dato mensile riferito all’app Gemini, mentre OpenAI aveva reso pubblico a febbraio un dato di 900 milioni di utenti attivi ogni settimana. Secondo The Verge, OpenAI non ha fornito un numero mensile direttamente comparabile. Due assistenti AI hanno ormai raggiunto una scala che fino a poco tempo fa sembrava riservata alle grandi piattaforme internet. La concorrenza non riguarda più soltanto la qualità dei modelli, ma la capacità di trasformare un prodotto AI in un’abitudine quotidiana per centinaia di milioni di persone.

A spingere Gemini è anche la posizione di Google nell’ecosistema digitale. The Verge rileva che oltre 100 milioni degli utenti attivi di Gemini sono su iOS, il che significa che la maggioranza utilizza Android. Google sta inoltre spostando Gemini verso un modello più vicino a quello di un assistente personale. Le funzioni introdotte negli ultimi mesi includono Daily Brief e Gemini Spark, un agente progettato per svolgere attività con una maggiore autonomia. È una direzione coerente con quanto aveva spiegato Pichai a Google I/O, quando aveva osservato che gli utenti vogliono sempre più valore concreto nei prodotti che utilizzano ogni giorno. La strategia è portare Gemini fuori dalla semplice conversazione e dentro le attività quotidiane.

Anche il modo in cui le persone usano il servizio sta cambiando. Google segnala una forte crescita delle interazioni vocali e multimodali, con Gemini utilizzato attraverso voce, immagini, video e condivisione dello schermo. Questo elemento è rilevante perché suggerisce che la competizione futura potrebbe non essere basata soltanto sulla capacità di generare una buona risposta scritta. Un assistente che può vedere ciò che l’utente vede, ascoltare una richiesta e intervenire su più strumenti può diventare un punto di accesso a una parte crescente delle attività digitali. Google sta già portando i propri modelli in Search, YouTube, Gmail e altri prodotti. Il miliardo di utenti va quindi letto anche come una prova della forza distributiva dell’ecosistema Google.

Resta però la questione più difficile, quella della qualità dell’utilizzo e della monetizzazione. Un utente mensile non equivale a un abbonato pagante e non dice quanto spesso una persona utilizzi il servizio. È qui che la sfida con OpenAI diventa più interessante. ChatGPT ha costruito un marchio molto forte e un rapporto diretto con gli utenti, mentre Google può contare su una distribuzione senza paragoni. Il vero confronto dei prossimi mesi non sarà quindi su chi abbia raggiunto per primo il miliardo, ma su chi riuscirà a mantenere quegli utenti attivi, a convincerli a pagare e a rendere il proprio assistente indispensabile. Il traguardo di Gemini mostra che la fase sperimentale dell’AI generativa è ormai alle spalle. La partita entra in una fase più concreta, fatta di prodotti, distribuzione, frequenza d’uso e ricavi.

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