Alla fiera VivaTech di Parigi del 17 giugno 2026, Jeff Bezos ha offerto una visione ottimistica sul futuro dell’intelligenza artificiale, contrastando i timori diffusi di una sostituzione di massa dei lavoratori. Il fondatore di Amazon, Blue Origin e co-CEO di Prometheus (startup AI focalizzata sulla manifattura avanzata) ha dichiarato: “So che molte persone, anche intelligenti, temono che l’AI renderà gli esseri umani ridondanti. Io non sono d’accordo. Anzi, penso che l’AI creerà una carenza di manodopera”.
Secondo Bezos, la tecnologia abbasserà le barriere per inventare, costruire e risolvere problemi, liberando le persone a fare “cose senza fine” che oggi sono limitate. Questa prospettiva arriva mentre molte aziende tech tagliano posti di lavoro per rendere più efficienti i processi con l’AI, e mentre Blue Origin spinge per spostare industrie pesanti nello spazio per preservare la Terra.
Le parole di Bezos si scontrano con un contesto di crescente ansia pubblica. Un sondaggio Reuters/Ipsos di giugno 2026 rivela che il 53% degli statunitensi teme che l’AI possa far perdere il lavoro a qualcuno nella propria famiglia, un timore diffuso trasversalmente per età, genere e livello di istruzione. Molti esperti e report recenti confermano che l’AI ha già contribuito a decine di migliaia di tagli occupazionali nel 2026, soprattutto nei settori tecnologici e amministrativi. Tuttavia, Bezos, intervenuto insieme al CEO di Blue Origin David Limp, ha collegato il futuro sviluppo dell’AI alla manifattura e all’esplorazione spaziale. Prometheus mira ad accelerare il “ciclo di invenzione” per progettare e produrre oggetti fisici più rapidamente, mentre Blue Origin punta a basi permanenti sulla Luna e a rendere i viaggi spaziali più accessibili. “Questo è il momento migliore per essere vivi e avviare un’azienda”, ha sottolineato il miliardario, evocando un’era di abbondanza e innovazione.
L’intervento di Bezos a VivaTech non è solo un messaggio di speranza, ma un invito a prepararsi al fatto che l’AI amplificherà la produttività umana senza eliminarla, creando nuove opportunità in ingegneria, manifattura e oltre. Mentre parte dell’opinione pubblica e alcuni analisti temono disoccupazione strutturale, la sua tesi, supportata da progetti concreti come Prometheus, suggerisce uno scenario di scarsità di talenti qualificati. Resta da vedere se la realtà confermerà questa ottimismo ma per ora, il dibattito tra chi vede l’AI come minaccia e chi come moltiplicatore di possibilità è più vivo che mai. Bezos invita a guardare oltre i tagli immediati, verso un futuro in cui l’umanità potrà dedicarsi a sfide più grandi, dalla Terra allo spazio.

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