Anthropic ha raggiunto una valutazione implicita di 1,2 trilioni di dollari sui mercati secondari, scavalcando OpenAI per la prima volta nella storia delle due aziende. Su Forge Global, una delle principali piattaforme per la compravendita di azioni di società private, le quote di Anthropic si aggirano attorno al trilione di dollari, mentre OpenAI scambia a circa 880 miliardi — appena il 3% al di sopra della valutazione del suo ultimo round primario di inizio 2026.
La corsa è stata rapida. A febbraio 2026, Anthropic aveva chiuso il suo round Series G a 380 miliardi di dollari, guidato da GIC e Coatue. Nel giro di tre mesi, i mercati secondari stavano prezzando la società a più del doppio di quella cifra. Glen Anderson di Rainmaker Securities ha dichiarato a Business Insider che una valutazione da 960 miliardi — che appena un mese prima sarebbe stata impensabile — veniva contesa da acquirenti in concorrenza nel giro di poche ore. Alcune offerte hanno spinto l’asticella fino a 1,15 trilioni di dollari. Secondo Caplight, la piattaforma di analisi dei mercati privati, l’interesse per le azioni Anthropic è aumentato di oltre il 650% negli ultimi dodici mesi.
Dietro questa febbre ci sono ricavi reali. Il run rate annualizzato di Anthropic era circa 9 miliardi di dollari a fine 2025. A marzo 2026 aveva già raggiunto 30 miliardi, con una crescita del 233% in un singolo trimestre, trainata soprattutto dall’adozione enterprise di Claude Code. Il prodotto di coding, lanciato a maggio 2025, aveva già superato i 2,5 miliardi di dollari di ricavi annualizzati a febbraio 2026. A maggio, la cifra era materialmente più alta. Il 28 maggio, la società ha annunciato un nuovo round Series H da 65 miliardi di dollari a una valutazione di 965 miliardi, guidato da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital — quasi triplicando la valutazione di soli tre mesi prima. Il run rate dei ricavi comunicato contestualmente aveva già raggiunto 47 miliardi di dollari.
Sul lato opposto della bilancia c’è la scarsità. I dipendenti di Anthropic e i primi investitori hanno avuto pochissime occasioni per vendere le proprie quote. Quando la domanda si concentra e l’offerta è quasi inesistente, i prezzi si muovono in fretta. Anderson di Rainmaker ha spiegato che per molti acquirenti la motivazione principale non è il rendimento finanziario: “Più che i ritorni, molte persone tengono all’identità di essere un investitore Anthropic.” Alcuni si sono spinti a offrire le proprie abitazioni come garanzia pur di ottenere azioni. OpenAI, nel frattempo, vive una dinamica opposta: nel primo trimestre 2026, secondo Caplight, il rapporto venditori-acquirenti sulle sue quote era di cinque a uno.
Il quadro complessivo è cambiato in modo strutturale. OpenAI aveva dominato il segmento per anni, ma la sua ultima valutazione primaria da 852 miliardi scambia ora sul mercato secondario con un premio irrisorio, segnale che gli investitori considerano il prezzo già allineato alle aspettative. Anthropic, al contrario, tratta a un premio del 163% rispetto al suo round ufficiale più recente. Vale la distinzione: i mercati secondari riflettono quanto un acquirente è disposto a pagare per quote illiquide, senza diritti di governance e senza certezza di liquidità. Non sono un round primario. Con Goldman Sachs e JPMorgan già al lavoro per una potenziale quotazione in borsa, l’IPO di Anthropic — attesa non prima della fine del 2026 — potrebbe fissare un valore di riferimento molto più basso di quello che i mercati privati stanno oggi prezzando. La vera prova arriverà quando dovrà convincere il mercato pubblico.














