Ormai lo sanno tutti: anche l’Alexa italiana è entrata ufficialmente nella sua era Plus. Amazon ha lanciato ufficialmente Alexa+, nuova versione del suo assistente vocale alimentata dall’intelligenza artificiale generativa, disponibile in accesso anticipato gratuito (solo temporaneo) per tutti gli utenti italiani.
È una riscrittura profonda del prodotto, come ha spiegato Giacomo Costantini, Country Manager di Alexa Italia, nel comunicato ufficiale diffuso su About Amazon: l’obiettivo dichiarato è trasformare Alexa da assistente vocale reattivo a vero agente personale capace di comprendere, apprendere e agire.
I temi trattati all’interno dell’articolo
Addio alla ripetizione della parola di attivazione
Il cambiamento più evidente riguarda il modo di interagire. Alexa+ abbandona i comandi rigidi e le parole chiave: comprende frasi incomplete, metafore, cambi di argomento mid-conversazione, e risponde con una voce più espressiva e naturale. Non è più necessario ripetere continuamente la parola di attivazione. Dopo il primo “Alexa”, l’interazione diventa continua e contestuale.
Ma la vera novità è la capacità di agire nel mondo reale. Alexa+ si basa su modelli linguistici di grandi dimensioni (come noto quelli di Claude di Anthropic, mai citata nella presentazione ufficiale) attraverso Amazon Bedrock, integrati con un’architettura che collega centinaia di servizi e dispositivi. Il sistema pianifica ed esegue operazioni autonomamente tramite API. Michele Butti, VP Alexa International, ha sottolineato che nel 76% dei casi l’interazione con Alexa+ genera azioni concrete (per esempio in domotica, playlist, prenotazioni) che le versioni precedenti non potevano eseguire.
Dall’assistente al membro digitale di famiglia
Le capacità pratiche sono ampie. L’assistente gestisce la smart home in modo conversazionale: basta dire “fa caldo qui” per abbassare il termostato, o “pulisci” per attivare il robot aspirapolvere compatibile. Oppure, è possibilità di inviare documenti ad Alexa+ via email e poi interrogarli a voce.
Ѐ integrata con Amazon Music, Spotify e Apple Music. A breve sarà disponibile anche l’integrazione con TheFork per prenotare ristoranti via voce, una delle prime partnership annunciate per il mercato italiano.
L’app impara i dettagli dell’ambiente in cui viene installata: per esempio suggerisce e ordina prodotti tenendo conto delle preferenze alimentari della famiglia o tiene traccia delle consegne. Riconosce le voci dei diversi membri della famiglia e adatta risposte e comportamenti a ciascuno. Memorizza preferenze, abitudini, allergie alimentari. Inoltre ricorda il contesto tra sessioni e tra dispositivi: si può iniziare una conversazione in cucina sull’Echo Show, continuarla sullo smartphone mentre si fa la spesa, e Alexa+ riprende esattamente da dove era rimasta. Più che un assistente digitale, è progettato per somigliare quasi a un membro digitale della famiglia.
Il dataset tutto italiano
Amazon ha investito significativamente nella localizzazione culturale, non solo linguistica. Il Centro di Ricerca e Sviluppo Alexa di Torino, con scienziati, ingegneri e linguisti italiani, ha lavorato per dare ad Alexa+ una personalità autenticamente italiana.
L’assistente conosce dialetti regionali, squadre di calcio, cucina locale, espressioni idiomatiche. Non sono mancati i dati per giungere a questo risultato: negli ultimi tre anni, i clienti italiani hanno interagito con Alexa oltre 40 miliardi di volte, un bacino d’uso che ha alimentato enormi quantità di dataset per l’addestramento contestuale.
La sfida a Google e OpenAI
La sfida di Amazon (con un device potenziato da Anthropic) è diretta a Google Gemini e a ChatGPT. Il mercato degli assistenti conversazionali si è trasformato radicalmente nell’ultimo biennio: i chatbot generativi hanno spostato le aspettative degli utenti verso sistemi capaci di ragionamento, memoria e azione autonoma. Alexa, ferma per anni a un modello “command & response“, appariva obsoleta. Ma potenziata nella sua versione Plus, forte della sua diffusione in ogni casa, appare potenzialmente più forte dei competitor che non hanno un device di riferimento. L’idea di distribuirla in una prima fase gratuitamente è incredibilmente scaltra. Dopo il periodo di Accesso Anticipato, Alexa+ costerà 22,99€ al mese per chi non è abbonato Prime. Gli abbonati invece la riceveranno senza costi aggiuntivi.
Privacy: il nodo irrisolto
Resta aperta, tuttavia, la questione strutturale su privacy e sicurezza: un assistente che apprende preferenze, riconosce voci, legge email e tiene traccia degli ordini diventa inevitabilmente un nodo sensibile nell’ecosistema dei dati personali. Inoltre il fatto che l’architettura allenti sulle parole d’ordine per garantire una maggiore fluidità conversazionale apre anche all’attivazione dell’app con più disinvoltura. È un tema che accompagnerà l’adozione di Alexa+ e di tutti i prodotti analoghi nei mesi (e anni) a venire.

Amazon sceglie Anthropic: la nuova Alexa funzionerà grazie a Claude
Amazon punta a lanciare la nuova versione del suo assistente…














