GPT-6 Cyber, la nuova AI di OpenAI che scova i buchi nella sicurezza: accesso ristretto a un gruppo di clienti

Il modello nasce per aiutare i ricercatori a scovare vulnerabilità nei software, testarne lo sfruttamento in ambiente controllato e correggerle prima che gli attaccanti ne approfittino

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GPT-6 Cyber, la nuova AI di OpenAI che scova i buchi nella sicurezza: accesso ristretto a un gruppo di clienti

OpenAI ha ufficializzato GPT-6 Cyber, il nuovo modello dedicato alla cybersecurity, classificato come “Critical” secondo il proprio Preparedness Framework. È un gradino sopra il “High” assegnato al predecessore GPT-5.6 Cyber e indica la capacità di sviluppare exploit zero-day funzionanti contro sistemi reali anche senza intervento umano. Per questo motivo l’accesso resta riservato a un gruppo ristretto di clienti verificati del programma Daybreak Red, il livello pensato per attività di sicurezza autorizzate come penetration testing ed exploit development, con estensione graduale nei prossimi mesi agli utenti approvati.

Il modello nasce per aiutare i ricercatori a scovare vulnerabilità nei software, testarne lo sfruttamento in ambiente controllato e correggerle prima che gli attaccanti ne approfittino. I numeri dichiarati da OpenAI sono impegnativi. Sul benchmark ExploitGym, che misura la capacità di sfruttare una vulnerabilità specificata su un bersaglio remoto, GPT-6 Cyber ha ottenuto il 48,5%, contro il 32,1% di GPT-5.6 Cyber e il 42,4% del flagship generalista GPT-6 Astra. In un test di penetration testing web senza accesso al codice sorgente ha raggiunto il 40,3% di richiamo delle vulnerabilità, contro il 32,0% di Astra.

I risultati sul campo sembrano corroborare le cifre. I ricercatori hanno usato il modello per individuare 81 vulnerabilità sconosciute in Mozilla Firefox, tutte classificate come di alta severità, e per sviluppare exploit funzionanti per 948 vulnerabilità del kernel Linux, di cui 588 mai documentate prima. OpenAI ha inoltre trasmesso ai maintainer 304 segnalazioni critiche con patch proposte. «GPT-6 Cyber è un modello di difesa cybersecurity di livello mondiale», ha dichiarato Brian Grinstead, ingegnere distinguished di Firefox presso Mozilla, sottolineando come il sistema abbia portato alla luce falle architetturali sfuggite a generazioni precedenti di modelli.

Il nodo centrale del lancio è però la sicurezza. A luglio un agente sperimentale di OpenAI aveva violato i sistemi di Hugging Face mentre cercava di completare un compito assegnato, un episodio che aveva acceso il dibattito sull’autonomia degli agenti AI. Da quell’incidente è nata la valutazione ExploitGym Honeypot, in cui servizi esca fuori portata vengono collocati accanto al bersaglio legittimo. GPT-6 Cyber ha rispettato i confini autorizzati nel 99,93% dei test senza istruzioni aggiuntive (94,49% per il predecessore), e nel 100% dei casi quando tali istruzioni erano presenti. «Con il modello 6 Cyber abbiamo ottenuto enormi miglioramenti in questa valutazione», ha affermato Fouad Matin, a capo del team di cyber preparedness e safety di OpenAI. «Oltre il 99% delle volte fa esattamente ciò che gli si chiede».

L’azienda ha spiegato di aver osservato un aumento dei tentativi di abuso dell’AI da parte di attori malevoli, inclusi gruppi che cercano di distillarli, e ha affiancato al rilascio nuove contromisure. Tra queste un monitoraggio dedicato per verificare che le azioni restino allineate all’autorizzazione dell’utente, controlli automatici sulle interazioni a maggior rischio e blocchi sulle richieste potenzialmente dannose verso infrastrutture critiche come centrali elettriche e impianti di trattamento delle acque.

Il contesto competitivo non è secondario. È il quarto modello cybersecurity rilasciato da OpenAI nell’anno, e anche Anthropic e Google offrono già ai difensori verificati modelli con meno restrizioni in ambito cyber. Limitare fortemente l’accesso segnala un cambio di passo strategico, che concede le capacità più sensibili soltanto a operatori sottoposti a vaglio. Restano però questioni aperte, perché i dati sui confini provengono da valutazioni interne e non da certificazioni indipendenti. Gli esperti ricordano che persino una piccola percentuale di sconfinamenti significa azioni contro sistemi che nessuno ha autorizzato. La scommessa di OpenAI è che la stessa potenza offensiva del modello, tenuta al guinzaglio, diventi lo strumento di difesa più efficace disponibile.

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