Negli USA l’opposizione all’AI incontrollata ha unito due storici avversari politici come Steve Bannon e Bernie Sanders

Il senatore statunitense Bernie Sanders e il podcaster conservatore Steve Bannon, storici avversari politici, hanno annunciato congiuntamente l’intenzione di chiedere restrizioni sull’AI

5 min.

Negli USA l’opposizione all’AI incontrollata ha unito due storici avversari politici come Steve Bannon e Bernie Sanders

Il senatore statunitense Bernie Sanders, storico esponente progressista del Partito Democratico, e Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump e volto dell’estrema destra statunitense, hanno trovato un terreno comune in una battaglia che va oltre le divisioni politiche. I due, noti per essere stati acerrimi nemici su temi come la sanità pubblica, la politica estera e il ruolo dello Stato nell’economia, hanno annunciato congiuntamente l’intenzione di spingere per l’introduzione di restrizioni globali sull’uso dell’intelligenza artificiale. La loro iniziativa segna un momento senza precedenti nella storia politica degli Stati Uniti, dove la polarizzazione ha spesso reso impossibile qualsiasi forma di collaborazione, soprattutto su temi tecnologici così divisivi.

L’appello di Sanders e Bannon arriva in un momento in cui il dibattito sull’AI è più acceso che mai. Secondo quanto riportato da Reuters, i due intendono sollecitare il Congresso statunitense a introdurre norme stringenti per regolamentare lo sviluppo e l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale, citando rischi esistenziali per l’umanità e preoccupazioni per la sicurezza nazionale. “L’AI non può essere lasciata nelle mani di poche multinazionali senza controllo”, ha dichiarato Sanders in una dichiarazione congiunta, sottolineando come la tecnologia stia avanzando a un ritmo che le istituzioni faticano a seguire. Bannon, noto per le sue posizioni sovraniste, ha aggiunto che “senza regole chiare, l’AI rischia di diventare uno strumento di manipolazione di massa, in grado di destabilizzare democrazie e economie”. Le loro parole riflettono una crescente preoccupazione trasversale, che va dai progressisti ai conservatori, passando per esperti di tecnologia e difensori dei diritti civili.

A fare da contesto a questa iniziativa c’è il crescente allarme internazionale per i rischi associati all’AI. Solo la scorsa settimana, la responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha avvertito che l’AI potrebbe rappresentare una minaccia “esistenziale” per l’umanità, citando in particolare i pericoli legati alla sorveglianza di massa, alla disinformazione e all’automazione dei processi decisionali in ambiti critici come la giustizia e la sanità“I governi devono agire ora, prima che sia troppo tardi”, ha affermato Türk in un’intervista al The Guardian, aggiungendo che “la mancanza di regolamentazione sta creando un vuoto normativo che pochi attori, spesso privati, stanno riempiendo a proprio vantaggio”.

Nonostante le divergenze ideologiche, Sanders e Bannon sembrano concordare su almeno un punto: l’AI rappresenta una sfida che richiede una risposta unitaria. Sanders, che ha sempre difeso i diritti dei lavoratori e la necessità di uno Stato attivo nella regolamentazione dei mercati, ha sottolineato come l’AI stia già causando disoccupazione tecnologica in settori come la manifattura e i servizi, con milioni di posti di lavoro a rischio. “Questa non è una questione di destra o sinistra, ma di sopravvivenza per milioni di persone”, ha dichiarato in un’intervista a The New York Times. Bannon, dal canto suo, ha messo in guardia contro l’uso dell’AI da parte di potenze straniere, in particolare della Cina, accusata di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale per scopi militari e di spionaggio. “Se non agiamo ora, rischiamo di consegnare il nostro futuro nelle mani di Pechino o di altre dittature”, ha affermato.

La proposta dei due leader politici arriva anche in risposta a una serie di incidenti che hanno scosso l’opinione pubblica negli ultimi mesi. Tra questi, il caso di un algoritmo utilizzato da una grande azienda sanitaria statunitense che, a causa di un errore di programmazione, ha negato cure a centinaia di pazienti, e lo scandalo di un chatbot di intelligenza artificiale che ha diffuso disinformazione su larga scala durante le elezioni presidenziali del 2024. Secondo un rapporto di Amnesty International, l’uso incontrollato dell’AI ha già causato violazioni dei diritti umani in almeno 30 paesi, con casi di discriminazione algoritmica e sorveglianza illegale“Stiamo entrando in un’era in cui la tecnologia può decidere chi ottiene un prestito, chi viene assunto e persino chi va in prigione”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International. “Senza regole, l’AI diventa uno strumento di oppressione, non di progresso”.

Sanders e Bannon hanno annunciato di voler presentare una mozione bipartisan al Congresso entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di avviare un dibattito serio sulla regolamentazione dell’AI. Tuttavia, il percorso non sarà semplice. Il Partito Repubblicano, tradizionalmente più incline a sostenere l’innovazione tecnologica senza vincoli, si trova diviso tra chi, come Bannon, chiede un intervento statale e chi, invece, teme che una regolamentazione troppo rigida possa frenare la competitività americana. Anche all’interno del Partito Democratico non mancano le perplessità: alcuni esponenti, come il senatore Mark Warner, hanno già espresso dubbi sulla fattibilità di norme globali, sottolineando come la Cina e altri paesi potrebbero semplicemente ignorarle. “La soluzione non può essere solo americana, ma deve essere internazionale”, ha dichiarato Warner in un’intervista a Politico. Nel frattempo, l’opinione pubblica sembra sempre più consapevole dei rischi. Secondo un sondaggio di Pew Research Center, il 68% degli statunitensi è favorevole a una regolamentazione più stringente dell’AI, con una percentuale ancora più alta tra i giovani e gli anziani.

L’iniziativa di Sanders e Bannon, quindi, non è solo una curiosità politica, ma un segnale che il dibattito sull’AI sta entrando in una fase cruciale. Che si tratti di proteggere i diritti dei cittadini, la sicurezza nazionale o semplicemente il futuro del lavoro, una cosa è certa: l’assenza di regole sta diventando insostenibile.

Sam Altman ammette: "La gente odia i data center dell'AI"

OpenAI spende 50 miliardi di dollari quest'anno in infrastrutture, ma…


Articoli simili

Ultime news


Collaborazione a tre: OpenAI, Anthropic e Google al lavoro insieme per la sicurezza dell’AI

Le tre aziende sono impegnate in discussioni da diverse settimane…

Collaborazione a tre: OpenAI, Anthropic e Google al lavoro insieme per la sicurezza dell’AI
I due scenari in cui secondo Sam Altman l’AI potrebbe creare dei seri danni all’umanità

Il primo riguarda la perdita di controllo sui sistemi di…

I due scenari in cui secondo Sam Altman l’AI potrebbe creare dei seri danni all’umanità
Gli agenti AI consumano fino a 5,9 kWh al giorno per singolo utente

Un uso intensivo degli agenti AI può costare fino a…

Gli agenti AI consumano fino a 5,9 kWh al giorno per singolo utente
Amodei chiede di rallentare l’IA: Altman e Musk concordano

Dario Amodei ha pubblicato un saggio di 9.000 parole chiedendo…

Amodei chiede di rallentare l’IA: Altman e Musk concordano

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026