OpenAI non sarà quotata in Borsa nel 2026. La decisione, comunicata dal CEO Sam Altman in un’intervista a Fortune, segna una svolta inattesa nel percorso dell’azienda verso la vendita pubblica delle azioni. Altman ha definito una quotazione nel 2026 «poco consigliabile» alla luce delle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza dei sistemi avanzati di intelligenza artificiale. Secondo il CEO, il rischio che queste tecnologie possano rappresentare una minaccia «inaccettabile» per l’umanità è diventato troppo alto per ignorarlo. La scelta riflette una presa di coscienza senza precedenti nel settore, dove la corsa all’innovazione ha spesso prevalso sulla valutazione dei pericoli potenziali.
Le motivazioni addotte da Altman vanno oltre la semplice prudenza. Secondo fonti vicine all’azienda, OpenAI sta affrontando sfide tecnologiche e etiche senza precedenti, tra cui la gestione dei modelli di intelligenza artificiale più potenti mai sviluppati. In un’intervista a Reuters, Altman ha sottolineato che un’IPO richiederebbe una trasparenza e una regolamentazione che, al momento, non sono ancora mature. «Non possiamo permetterci di accelerare i tempi se questo significa compromettere la sicurezza», ha dichiarato. La decisione arriva in un momento in cui anche altri giganti del settore, come Google e Microsoft, stanno rallentando i loro piani di espansione nel mercato dei capitali, pur continuando a investire massicciamente nello sviluppo di nuove tecnologie.
La notizia ha scosso gli investitori, abituati a una crescita rapida e costante del settore. Secondo analisti di Bloomberg, la decisione di OpenAI potrebbe rallentare l’afflusso di capitali verso le startup che operano nel campo dell’intelligenza artificiale avanzata. Nonostante ciò, OpenAI continua a essere una delle aziende più ambite al mondo, con un valore stimato tra i 80 e i 100 miliardi di dollari. La società, che nel 2023 ha registrato ricavi annualizzati superiori ai 5 miliardi di dollari, sta ora valutando alternative per finanziare i suoi progetti, tra cui l’emissione di obbligazioni o l’ingresso di nuovi soci strategici.
Con la quotazione rinviata, OpenAI dovrà affrontare una serie di sfide immediate. In primis, la necessità di garantire che i suoi modelli più avanzati, come quelli alla base di ChatGPT, siano sicuri e allineati agli standard etici internazionali. Il Ceo Altman ha già annunciato la creazione di un nuovo comitato interno dedicato alla sicurezza, composto da esperti di fama mondiale, tra cui il fisico teorico Geoffrey Hinton, noto per i suoi studi pionieristici sull’apprendimento automatico. «Dobbiamo dimostrare che siamo in grado di autoregolarci», ha affermato Altman. Inoltre, l’azienda dovrà gestire le aspettative degli azionisti esistenti, tra cui Microsoft, che ha investito oltre 13 miliardi di dollari in OpenAI e che ora potrebbe rivedere i suoi piani di partnership.

Troppi rischi e crescenti preoccupazioni: OpenAI valuta di rallentare lo sviluppo dell'AI avanzata
La preoccupazione principale riguarda la mancanza di controlli adeguati su sistemi capaci…














