OpenAI ha presentato GPT-6 Astra il 4 settembre 2026, definendolo il modello più avanzato mai rilasciato dall’azienda. Poche ore dopo l’annuncio, però, il CEO Sam Altman era già su X a fare ammenda: “Prima di tutto, mi scuso per il rollout caotico.” Il lancio tanto atteso si era trasformato in un caso, con migliaia di abbonati paganti impossibilitati ad accedere al modello.
Il problema era strutturale. OpenAI aveva riservato l’accesso iniziale alle sole organizzazioni iscritte al programma di cybersecurity Daybreak, lasciando fuori gli abbonati a Plus, Pro, Business ed Enterprise, oltre agli sviluppatori che utilizzano le API. Gli utenti Pro — che tipicamente ricevono i nuovi modelli prima degli altri — si sono ritrovati a guardare i clienti enterprise accedere ad Astra per primi. I commenti ai post ufficiali di OpenAI si sono riempiti di lamentele. Altman ha riconosciuto anche un problema tecnico collaterale: “un piccolo intoppo nel deploy del post del blog.”
La situazione si è poi sbloccata più rapidamente del previsto. Nel primo pomeriggio del 4 settembre, Altman ha comunicato che GPT-6 Astra era disponibile per gli utenti Pro, Enterprise e Business Premium nei prodotti ChatGPT Work e Codex, con le API aperte agli sviluppatori. Alle 18:30 ora della costa est, Thibault Sottiaux, membro tecnico senior di OpenAI, ha annunciato che il modello era stato esteso anche agli abbonati Plus e Business standard. “I nostri sistemi si sono rivelati più capaci di quanto anticipassimo”, ha scritto. La crisi si era chiusa in meno di ventiquattro ore.
Il contesto aiuta a capire la tensione attorno al lancio. Secondo alcune fonti, il rilascio di Astra era già stato posticipato di diverse settimane per rafforzare le misure di sicurezza, dopo un incidente che aveva coinvolto agenti AI di OpenAI in un attacco informatico a Hugging Face. Altman stesso aveva già ammesso in passato di aver “sbagliato alcune cose” durante il lancio di GPT-5, in particolare per la brusca interruzione di GPT-4o. L’aspettativa attorno ad Astra era quindi alta, e la gestione dell’accesso graduale ha amplificato la frustrazione degli utenti che si aspettavano disponibilità immediata.
Sul fronte commerciale, l’utilizzo di GPT-6 Astra è incluso nei piani di abbonamento esistenti, con crediti acquistabili per chi supera i limiti. Pro, Business ed Enterprise avranno accesso a un livello aggiuntivo chiamato GPT-6 Astra Pro. Per le API, il prezzo è fissato a 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione di token in output. L’accesso enterprise è disattivato di default e va abilitato dagli amministratori dei singoli workspace.
Quello di OpenAI è un modello di lancio che sta mostrando i suoi limiti man mano che la base utenti cresce. Gestire un’uscita scaglionata su milioni di abbonati paganti — ognuno con aspettative diverse e piani diversi — è un problema operativo reale. Il fatto che la situazione si sia risolta in giornata è un segnale positivo, ma la reputazione di un lancio rimane quella del momento più caotico, non di quello in cui tutto funziona.














