AI nelle PMI, l’Italia prova ad accelerare con una rete nazionale guidata da Unioncamere e AI4I

Unioncamere e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria, AI4I, hanno annunciato una collaborazione pluriennale per accompagnare le PMI nell’adozione dell’AI

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AI nelle PMI, l’Italia prova ad accelerare con una rete nazionale guidata da Unioncamere e AI4I

L’intelligenza artificiale prova a entrare nella parte più ampia e meno strutturata del sistema produttivo italiano. Unioncamere e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria, AI4I, hanno annunciato una collaborazione pluriennale per accompagnare le PMI nell’adozione dell’AI. L’intesa punta a trasformare una sperimentazione nata a Torino in un modello nazionale. Il ruolo centrale sarà affidato alla rete delle Camere di commercio e ai Punti Impresa Digitale, come canale di accesso per le aziende. AI4I metterà a disposizione competenze di ricerca industriale e una rete di fornitori qualificati, con l’obiettivo di accompagnare le imprese fino all’implementazione.

La scelta arriva mentre l’adozione dell’AI nelle imprese italiane cresce rapidamente. Secondo Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno dieci addetti utilizzava almeno una tecnologia di AI, contro l’8,2% del 2024 e il 5% del 2023. Nelle PMI la quota era del 15,7%, in aumento dal 7,7% dell’anno precedente, mentre nelle grandi imprese raggiungeva il 53,1%. La distanza tra aziende di dimensioni diverse resta però ampia. L’obiettivo europeo per il 2030 prevede che il 75% delle imprese utilizzi servizi cloud avanzati, analisi dei dati o AI.

È in questo spazio che si colloca il nuovo accordo. Per molte PMI il problema è individuare applicazioni concrete e interlocutori affidabili. L’iniziativa punta perciò a partire dai bisogni dell’impresa, invece di proporre la tecnologia come soluzione indistinta. I casi possono riguardare il controllo qualità, la manutenzione, la gestione documentale o l’automazione di attività ripetitive. La logica è verificare prima il problema e poi stabilire se l’AI possa essere utile. Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha spiegato che i Punti Impresa Digitale potranno affiancare le PMI anche nell’adozione dell’AI, con particolare attenzione alle realtà meno strutturate.

Uno degli strumenti centrali sarà SUK, System for User Knowledge, la piattaforma di AI4I che mette in relazione imprese e offerta tecnologica. Secondo AI4I, il sistema conta circa 140 provider qualificati e 186 soluzioni di AI. La piattaforma nasce anche dall’esperienza di AI Match Torino, sviluppata insieme alla Camera di commercio di Torino e a Fondazione Piemonte Innova. A Torino sono stati selezionati 20 progetti destinati all’implementazione. Fabio Pammolli, presidente di AI4I, ha indicato nell’esperienza la possibilità di costruire un processo “strutturato, scalabile e replicabile” per sostenere l’adozione dell’AI nelle PMI.

La dimensione territoriale è uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione. L’Italia ha una rete estesa di imprese specializzate, con esigenze differenti. Utilizzare le Camere di commercio significa provare a portare le competenze anche fuori dai principali poli tecnologici. Il modello potrà adattarsi ai territori, mantenendo strumenti comuni. Questo può ridurre il rischio di investimenti poco adatti. Restano però questioni decisive come costi, qualità dei dati, sicurezza e competenze interne.

La vera misura dell’iniziativa arriverà quindi dopo la fase di lancio. Il punto non sarà quante imprese verranno informate sull’AI, ma quante riusciranno a trasformare quell’interesse in applicazioni utilizzate ogni giorno. La sfida è collegare ricerca, imprese e fornitori, evitando che l’adozione resti concentrata nelle aziende più grandi. I dati Istat indicano che il movimento è già iniziato, ma anche che la maggioranza delle imprese non utilizza ancora queste tecnologie. Se il modello sperimentato a Torino riuscirà a essere replicato con risultati misurabili, l’accordo potrà diventare uno strumento concreto per accelerare la diffusione dell’AI nelle imprese. La premessa è aiutare le piccole imprese a capire dove l’AI può servire davvero.

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