OpenAI ha scelto un modo insolito per presentare il suo prossimo modello: non un lancio di prodotto, ma dieci soluzioni a problemi matematici che in alcuni casi restavano irrisolti da decenni. Il modello si chiama Astra ed è stato descritto dalla società come “la prossima grande famiglia di modelli”. Per ora esiste solo in versione interna, ma i risultati pubblicati il 1° agosto 2026 bastano a definire le ambizioni.
La società ha condiviso dieci risultati, ciascuno dei quali risolve o fa progressi sostanziali su un problema aperto di lunga data. I campi coperti includono geometria ad alta dimensione, teoria della codifica, complessità dei circuiti aritmetici, teoria dei gruppi, algebre di operatori, complessità quantistica, crittografia reticolare e combinatorica estrema. OpenAI ha precisato di non aver impiegato grandi quantità di calcolo per ottenere questi risultati: il numero totale di token utilizzati per scoprire tutte e dieci le soluzioni avrebbe avuto un costo di circa 2.000 dollari alle tariffe API di GPT-5.6 Sol.
Il modello ha formalizzato ogni dimostrazione in Lean, creando certificati verificabili automaticamente della correttezza matematica, e OpenAI ha pubblicato il percorso di ragionamento del modello per ciascuna soluzione. La società si aspetta che la comunità matematica esamini le scoperte del modello, ne stabilisca il significato e utilizzi le idee sottostanti per ulteriori ricerche. Tra i risultati più significativi spicca la confutazione della congettura di Connes sulla rigidità, secondo cui certi gruppi sono univocamente determinati dalle loro algebre di von Neumann. Una congettura che resisteva da anni.
Secondo OpenAI, Astra è un modello che consente agli agenti AI di collaborare su parti diverse di un problema più ampio. L’obiettivo è affrontare problemi complessi e lavorarci molto più a lungo rispetto agli strumenti di chat attuali, usando più agenti in grado di operare insieme per ore, o anche giorni. OpenAI non ha ancora deciso se chiamare Astra GPT-6, o trattarlo come una nuova aggiunta alla serie GPT-5, come GPT-5.7.
Il CEO Sam Altman avrebbe mostrato una demo del sistema Astra ai politici americani durante una visita a Washington la settimana scorsa, stando a quanto riportato dal Telegraph. I modelli sono attualmente in fase di test e saranno tra i primi a passare attraverso un processo di revisione governativa statunitense che richiede un’approvazione ufficiale prima del rilascio pubblico. Una procedura che OpenAI aveva già adottato prima del lancio di GPT-5.6: prima i regolatori, poi il pubblico.
Entro marzo 2028, OpenAI vuole disporre di un ricercatore AI completamente autonomo, in grado di gestire progetti di ricerca in autonomia. Già entro settembre prossimo, la società punta ad avere un sistema con capacità da ricercatore tirocinante, capace di accelerare significativamente il lavoro degli scienziati umani. Astra potrebbe essere quel sistema. Se i risultati matematici annunciati reggono all’esame della comunità accademica, il confine tra strumento di supporto e collaboratore scientifico diventa molto più sottile di quanto sembri oggi.














