OpenAI ha rinegoziato l’accordo con Microsoft per poter vendere i suoi servizi ad altri clienti

Microsoft continuerà ad ottenere il 20% dei ricavi di OpenAI, con un tetto massimo complessivo, fino al 2030

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OpenAI ha rinegoziato l’accordo con Microsoft per poter vendere i suoi servizi ad altri clienti

La partnership tra Microsoft e OpenAI ha subito la sua trasformazione più significativa dall’investimento iniziale di un miliardo di dollari del 2019, che nel tempo è cresciuto fino a superare i 13 miliardi. Il nuovo accordo sottoscritto dalle due società cancella l’esclusività che finora legava OpenAI al cloud Azure di Microsoft.

Il colosso di Redmond ha infatti rinunciato al diritto di vendere in esclusiva i sistemi di intelligenza artificiale di OpenAI e di essere il suo unico fornitore di servizi cloud. In cambio, si è garantito stabilità economica, con la società di ChatGPT che continuerà a versare a Microsoft una quota del 20% sui propri ricavi fino al 2030, con un tetto massimo complessivo.

Il cambiamento ha dei risvolti pratici immediati. In un documento interno visionato da CNBC, OpenAI aveva denunciato che la partnership stava limitando le sue capacità di raggiungere nuovi clienti, in particolare le imprese che utilizzavano le piattaforme cloud di Amazon e Google. Con il nuovo accordo, il CEO di Amazon Andy Jassy ha già confermato che i modelli di OpenAI saranno disponibili per i clienti su AWS Bedrock.

La notizia, però, non ha convinto del tutto gli investitori e il titolo Microsoft ha perso circa il 2% in premarket. Per oltre cinque anni Azure era stata la sola opzione cloud per chi voleva integrare i modelli OpenAI in produzione aziendale. Quel vantaggio competitivo ora sparisce, e Microsoft si ritrova a competere alla pari con AWS e Google Cloud sulla forza della propria offerta tecnica e commerciale. La rinegoziazione del patto dovrebbe inoltre permettere a OpenAI di assicurarsi una maggiore capacità di calcolo e di competere più efficacemente con Anthropic, che di recente ha ricevuto investimenti miliardari sia da Google che da Amazon.


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