Il settore dell’intelligenza artificiale ha un nuovo gigante: VAST Data, società israelo-statunitense fondata nel 2016 che si occupa della creazione dell’infrastruttura software per i dati nell’era dell’AI. L’azienda ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da un miliardo di dollari, portando la sua valutazione alla cifra record di 30 miliardi. Rispetto ai 9,1 miliardi di fine 2023, il valore della società è più che triplicato in meno di tre anni. L’operazione, guidata da Drive Capital e Access Industries con il sostegno di Nvidia, conferma che la vera corsa all’AI oggi non riguarda solo i chatbot, ma l’infrastruttura che permette loro di elaborare dati a velocità straordinarie.
Non si tratta solo di archiviazione, ma di un vero “sistema operativo per l’AI”. VAST Data ha superato i 4 miliardi di dollari in ordini, dimostrando che le aziende necessitano di sistemi capaci di alimentare migliaia di GPU senza interruzioni. Come spiegato dal CEO e fondatore Renen Hallak: “Siamo già a supporto di ambienti AI che abbracciano milioni di GPU a livello globale; applicazioni, modelli e infrastruttura ora operano come un unico sistema attraverso i dati”. Questa integrazione è fondamentale per passare dalla fase di sperimentazione a quella di produzione su larga scala.
Il successo di VAST evidenzia un cambio di paradigma, in uno scenario in cui la gestione dei dati è diventata il cuore pulsante della rivoluzione tecnologica. Il co-fondatore Jeff Denworth ha sottolineato come l’emergere di modelli di ragionamento e agenti autonomi tra il 2024 e il 2025 abbia innescato un “re-platforming globale dei sistemi dati”. Con ricavi ricorrenti che superano i 500 milioni di dollari e margini operativi positivi, VAST Data non sta solo crescendo, ma sta ridefinendo i canoni dell’efficienza per l’era dell’AI generale.

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