Un uomo americano ha creato centinaia di migliaia di canzoni con AI e ha guadagnato oltre 8 milioni

Un sistema di bot da lui ingegnato ha riprodotto le canzoni milioni di volte. Ѐ già stato accusato di frode e si è dichiarato colpevole in tribunale

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Un uomo americano ha creato centinaia di migliaia di canzoni con AI e ha guadagnato oltre 8 milioni

Michael Smith, 54 anni, di Cornelius, Carolina del Nord, si è dichiarato colpevole davanti a un tribunale federale di New York di frode telematica. Secondo l’accusa, Smith ha generato centinaia di migliaia di brani musicali con strumenti automatici di intelligenza artificiale e ha creato migliaia di account automatizzati (definiti “bot” dai pubblici ministeri) su piattaforme di streaming come Spotify, Apple Music, Amazon Music e YouTube Music.

Questi account hanno riprodotto in continuazione le sue canzoni false, producendo miliardi di streaming artificiali e permettendo a Smith di intascare più di 8 milioni di dollari in diritti d’autore. Per evitare di essere scoperto, ha distribuito le riproduzioni su un vasto catalogo di brani anziché concentrarle su pochi titoli.

Il procuratore statunitense Jay Clayton ha dichiarato: “Sebbene le canzoni e gli ascoltatori fossero falsi, i milioni di dollari rubati erano reali”. Smith ha accettato di restituire gli oltre 8 milioni di dollari (8.091.843,64 per la precisione) e rischia fino a cinque anni di carcere; la sentenza sarà pronunciata dal giudice John G. Koeltl il 29 luglio 2026.

L’indagine è stata condotta dall’FBI e gestita dall’Unità per le frodi complesse e i crimini informatici della Procura degli Stati Uniti. Sono crescenti le preoccupazioni dell’industria musicale riguardo all’uso improprio dell’intelligenza artificiale e delle frodi nello streaming, un fenomeno che riduce i compensi destinati a musicisti e autori reali.

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