Thinking Machines Lab ha presentato dei nuovi modelli addestrati per rispondere in tempo reale

Gli interaction models sono pensati per superare il problema degli intervalli di tempo fra la voce dell'utente e quella degli assistenti vocali

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Thinking Machines Lab ha presentato dei nuovi modelli addestrati per rispondere in tempo reale

Chiunque abbia usato un assistente vocale basato su intelligenza artificiale conosce bene quella pausa scomoda: si finisce di parlare, e poi si aspetta. A volte mezzo secondo, a volte di più, ma sempre abbastanza da ricordare che si sta parlando con una macchina. Thinking Machines Lab, la startup fondata dall’ex CTO di OpenAI Mira Murati, vuole superare definitivamente questa era delle interazioni intervellate da pause. La società ha recentemente presentato una nuova categoria di modelli AI che chiama interaction models, ovvero sistemi progettati per ascoltare e rispondere in tempo reale, proprio come accade in una normale telefonata tra esseri umani.

Il cuore dell’innovazione è una tecnologia nota come full-duplex. A differenza dei sistemi esistenti, che richiedono un componente esterno, chiamato “harness”, per rilevare quando l’utente ha finito di parlare, il modello di Thinking Machines è progettato nativamente per percepire e rispondere nello stesso ciclo continuo, attraverso audio, video e testo, senza confini artificiali tra un turno e l’altro. Il risultato pratico è notevole: le conversazioni vengono elaborate in blocchi da 200 millisecondi, permettendo risposte in meno di 0,4 secondi, più veloce del modello Gemini di Google negli stessi benchmark. Le implicazioni vanno oltre la semplice velocità. La capacità full-duplex potrebbe abilitare interruzioni naturali, chiarimenti e scambi bidirezionali che i sistemi attuali faticano a gestire, con applicazioni significative nel customer service, negli assistenti virtuali e nella traduzione in tempo reale.

Thinking Machines, però, non è soltanto una promessa tecnica, ma anche una startup al centro di dinamiche di mercato molto accese. Il Wall Street Journal aveva riportato nell’agosto 2025 che Mark Zuckerberg aveva cercato di acquisire la società, e dopo il rifiuto di Murati, Meta aveva tentato di assumere più di una dozzina dei suoi dipendenti, riuscendoci poi solo in parte, con sette membri fondatori passati alla divisione Meta Superintelligence Labs.

La startup ha risposto consolidando il proprio team e tra le nuove assunzioni spicca Soumith Chintala, creatore di PyTorch e già veterano di Meta, nominato CTO. Per ora, gli interaction models restano fuori dalla portata del grande pubblico, ma la società ha annunciato che nei prossimi mesi aprirà una finestra di disponibilità limitata per raccogliere feedback, con un rilascio più ampio previsto entro la fine dell’anno. Se le promesse reggeranno al confronto con la realtà è ancora tutto da verificare, ma l’idea che l’interattività debba essere costruita nel cuore di un modello, e non aggiunta dall’esterno, segna un cambio di prospettiva che l’intero settore farà fatica a ignorare.

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