Nel corso del 2025 l’intelligenza artificiale ha portato innovazione e cambiamenti strutturali in numerosi processi lavorativi e produttivi. Uno di questi è sicuramente quello della programmazione, dove l’introduzione su larga scala di strumenti AI noti come “vibe coding” ha permesso agli sviluppatori di basare il proprio lavoro su un approccio nuovo e più efficiente.
Vibe coding è un termine reso popolare dall’ingegnere e ricercatore AI slovacco-canadese Andrej Karpathy, usato per descrivere una nuova modalità di scrittura del codice che prevede la delega della stesura effettiva all’AI per concentrarsi prevalentemente su istruzioni, obiettivi e valutazioni.
Tuttavia, nonostante l’entusiasmo iniziale di inizio anno, quando si riteneva possibile che l’AI sostituisse i programmatori umani integralmente, col passare del tempo è diventato evidente che la tecnologia ha ancora dei limiti piuttosto evidenti e l’automazione rimane lontana. Non sempre i risultati prodotti hanno buona qualità, e spesso i programmatori devono effettuare un lavoro di revisione del codice scritto dall’AI.
Questa tendenza sta però creando preoccupazioni nel settore circa la perdita di abilità tecniche di base e un impatto sul mercato del lavoro con particolare riferimento ai ruoli junior, che potrebbero subire l’impatto maggiore dal punto di vista occupazionale. Le offerte di lavoro per sviluppatori sono infatti calate rispetto a due anni fa, mentre rimangono piuttosto elevate quelle relative a professionisti creativi con una maggiore visione strategica.
Nonostante questa svolta tecnica e culturale nel settore dello sviluppo e della programmazione, le previsioni lasciano intendere che in futuro questa tendenza potrebbe affermarsi sempre di più come un nuovo equilibrio di collaborazione fra uomo e AI come strumento di supporto piuttosto che una sostituzione completa delle attività umane.
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