Meta ha presentato Muse, il suo agente AI personale in grado di agire autonomamente per conto degli utenti. L’annuncio è arrivato direttamente dal CEO Mark Zuckerberg via Instagram. Muse può inviare email, prenotare viaggi, compilare moduli online e persino trattare prezzi — tutto senza che l’utente debba intervenire a ogni passo.
L’agente gira su Muse Spark 1.1, il modello sviluppato da Meta per il lavoro agenticoo. È multimodale: può analizzare contenuti visivi e audio, mantenere il contesto lungo un’intera sessione di lavoro e operare il browser dell’utente in modo autonomo. Un esempio pratico citato da Meta è la creazione di un’inserzione su Facebook Marketplace a partire da un video girato con lo smartphone. Per i compiti più lunghi e complessi — come trattare il prezzo di vendita di un’auto o ridurre una bolletta — Muse continua a lavorare anche dopo che l’app è stata chiusa, e torna a chiedere conferma solo quando serve un’approvazione o qualcosa cambia.
Muse accede a email, credenziali web e dati di pagamento dell’utente. Per gli acquisti, usa un wallet integrato chiamato Link, costruito insieme a Stripe. L’app è disponibile come applicazione autonoma per iOS e Android, al sito muse.ai e dentro WhatsApp, anche se la versione per la messaggistica omette alcune funzioni come il feed personalizzato. Per ora il servizio è gratuito per gli usi base; chi vuole delegare operazioni più complesse può sottoscrivere un piano a pagamento. Meta sta valutando anche una commissione sulle transazioni di acquisto gestite dall’agente, anche se nulla è ancora definito.
Il nodo principale resta la fiducia. Meta costruisce il suo modello di business sulla raccolta di dati personali degli utenti, e chiedere ora di consegnare all’azienda anche credenziali, abitudini di acquisto e obiettivi di vita è una scommessa delicata. Meta risponde sottolineando che Muse gira in un ambiente virtuale isolato all’interno della propria infrastruttura, non vede le password reali dell’utente e chiede conferma prima di eseguire operazioni sensibili. L’agente ricorda le preferenze dell’utente nel tempo, il che gli permette di fare suggerimenti spontanei e agire su dettagli menzionati anche una sola volta.
Il mercato degli agenti AI si sta affollando rapidamente. OpenAI, Anthropic e Google hanno già prodotti agentici attivi o in fase avanzata. Per Meta, Muse è la risposta più diretta a questa pressione competitiva, e arriva in un momento in cui l’azienda ha bisogno di diversificare le entrate oltre la pubblicità. Se riuscirà a convincere milioni di utenti a delegare la propria agenda digitale a un agente costruito da Menlo Park, avrà aperto un canale commerciale del tutto nuovo — e potenzialmente molto redditizio.













