Meta insegue OpenAI: a pochi giorni da Astra, ecco Muse, l’agente AI di Zuckerberg

Meta, carente di prodotti di punta, vuole riprendersi la scena. E punta su un restyling "amichevole", sulla scia di un colosso ben noto

4 min.

Meta insegue OpenAI: a pochi giorni da Astra, ecco Muse, l’agente AI di Zuckerberg

Meta ha presentato Muse, il suo agente AI personale in grado di agire autonomamente per conto degli utenti. L’annuncio è arrivato direttamente dal CEO Mark Zuckerberg via Instagram.

Autonomia e accessi riservati

Muse può inviare email, prenotare viaggi, compilare moduli online e persino trattare prezzi, tutto senza che l’utente debba intervenire direttamente a ogni passo.

L’agente gira su Muse Spark 1.1, il modello sviluppato da Meta per il lavoro agentico. È multimodale, ossia può analizzare contenuti visivi e audio, mantenere il contesto lungo un’intera sessione di lavoro e operare il browser dell’utente in modo autonomo. Un esempio pratico citato da Meta è la creazione di un’inserzione su Facebook Marketplace a partire da un video girato con lo smartphone. Per i compiti più lunghi e complessi (come trattare il prezzo di vendita di un’auto o ridurre una bolletta) l’agente può continuare a lavorare anche dopo che l’app è stata chiusa e torna a chiedere conferma solo quando serve un’approvazione o qualcosa cambia.

Ovviamente per rendere tutto questo possibile, Muse ha bisogno di accedere a email, credenziali web e dati di pagamento dell’utente. Per gli acquisti, usa un wallet integrato chiamato Link, costruito insieme a Stripe. L’app è disponibile come applicazione autonoma per iOS e Android, al sito muse.ai e dentro WhatsApp, anche se la versione per la messaggistica omette alcune funzioni come il feed personalizzato. Per ora il servizio è gratuito per gli usi base; chi vuole delegare operazioni più complesse può sottoscrivere un piano a pagamento. Meta sta valutando anche una commissione sulle transazioni di acquisto gestite dall’agente, anche se nulla è ancora definito.

Ci fidiamo di Muse?

Il nodo principale resta la fiducia. Meta costruisce il suo modello di business sulla raccolta di dati personali degli utenti, e chiedere ora di consegnare all’azienda anche credenziali, abitudini di acquisto e obiettivi di vita è una scommessa delicata. Meta risponde sottolineando che Muse gira in un ambiente virtuale isolato all’interno della propria infrastruttura, non vede le password reali dell’utente e chiede conferma prima di eseguire operazioni sensibili. L’agente ricorda le preferenze dell’utente nel tempo, il che gli permette di fare suggerimenti spontanei e agire su dettagli menzionati anche una sola volta.

All’inseguimento di Astra per riprendersi la scena

Il nuovo agente di Zuckerberg arriva a pochi giorni dal nuovo GPT-Astra di OpenAI, probabilmente la più impressionante AI agentica mai rilasciata fino a questo momento. Il tentativo di tallonare Altman è evidente e Meta insegue un’urgenza identitaria: deve aprire con urgenza un nuovo capitolo e imporsi in un mercato AI che non l’ha mai presa realmente sul serio. Dopo mesi di ristrutturazione e investimenti, Zuckerberg ha bisogno di instaurare un rapporto di fiducia con gli utenti. “L’iniezione” di Meta AI nei social e i chatbot dell’azienda ha parzialmente fallito, perché il modello non è mai stato percepito come un assistente digitale affidabile.

Il vero riferimento: Google

C’è qualcosa di familiare nel modo in cui Meta ha scelto di presentare Muse, e non si tratta solo del prodotto. Il video di lancio, il linguaggio usato nei blog post ufficiali, l’estetica dell’agente, le emoji a cartoon: tutto sembra ricalcare uno stile noto, quello che Google ha scritto e riscritto per ogni suo prodotto negli ultimi quindici anni. La promessa di un’esperienza “semplice“, “amichevole“, “senza curva di apprendimento” sono parole che potrebbero uscire pari pari da un keynote del Google I/O di un decennio fa, quando ogni nuova funzione veniva presentata come la cosa più naturale del mondo, capace di sparire nella vita quotidiana dell’utente senza attrito. Una retorica dell’ottimismo tecnologico soft con un tono rassicurante, quasi terapeutico. Il paradosso è che almeno in parte questa estetica è già stata superata da Google stessa, che negli ultimi lanci ha virato verso un registro più tecnico e diretto, quasi a voler dimostrare di aver lasciato quella fase adolescenziale del settore alle spalle.

Non a caso Meta sceglie proprio questo momento per il restyling all’insegna della semplicità rassicurante. L’azienda arriva al lancio di Muse reduce da una transazione da 18 miliardi di dollari con 48 Stati americani sull’accusa di aver alimentato la dipendenza dei minori dai social, mentre in Europa pende ancora la battaglia con noyb sull’uso dei dati degli utenti per l’addestramento dei modelli AI. Perfino da noi in Italia il Tribunale di Milano ha appena aperto una class action legata allo scraping massiccio di dati Facebook. La scalata per la riconquista della fiducia degli utenti è appena all’inizio.

Meta è in un vicolo cieco?

Licenziamenti, addii eccellenti, prodotti accantonati e conti traballanti: cosa è…


Articoli simili

Ultime news


OpenAI intensifica la collaborazione con Samsung su chip di nuova generazione

OpenAI mira ad assicurarsi una fornitura stabile di chip di…

OpenAI intensifica la collaborazione con Samsung su chip di nuova generazione
Nel 2026 record senza precedenti di attacchi informatici ai dati aziendali: sono 100.000 al minuto

L'impatto è significativo anche sulle infrastrutture cloud, dove le offensive…

Nel 2026 record senza precedenti di attacchi informatici ai dati aziendali: sono 100.000 al minuto
Nuove accuse degli USA alle aziende AI cinesi: furto di proprietà intellettuale su scala industriale

Le accuse coinvolgono sei aziende cinesi, tra cui DeepSeek, Moonshot…

Nuove accuse degli USA alle aziende AI cinesi: furto di proprietà intellettuale su scala industriale
Cognition AI vola a 48 miliardi di valutazione: il boom degli assistenti AI per lo sviluppo software

Questo risultato rappresenta un raddoppio rispetto alla valutazione di 26…

Cognition AI vola a 48 miliardi di valutazione: il boom degli assistenti AI per lo sviluppo software
OpenAI presenta ChatGPT Images 2.5: focus su rapidità, nitidezza e precisione delle modifiche

Il nuovo modello d'avanguardia migliora la capacità di preservare soggetti,…

OpenAI presenta ChatGPT Images 2.5: focus su rapidità, nitidezza e precisione delle modifiche

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026